[NEWS] Ferine: l’horror di Andrea Corsini a Venezia per la Settimana della Critica

Il cortometraggio horror Ferine, scritto e diretto da Andrea Corsini, è in concorso alla 34esima Settimana Internazionale della Critica della imminente Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre).

Ferine è «Un film sui confini – racconta il regista – quelli tra mondo civilizzato e mondo selvaggio, tra amore e paura, tra una parte razionale e una primitiva e animale della natura umana. Ho voluto raccontare una storia che riflettesse su quanto siamo disposti ad accettare il mostro che c’è in ognuno di noi.»

La trama:
Una donna (Anna Della Rosa, La Grande Bellezza) vive in una villa in apparente stato di abbandono che sorge sul confine tra la società civilizzata e un bosco selvaggio dal quale è appena uscita a piedi nudi e sporca di fango. La donna raggiunge un centro commerciale nel quale inizia ad aggirarsi nei grandi parcheggi desolati e a pedinare un uomo a cui sembra voler tendere un agguato. Dai suoi gesti emerge qualcosa di feroce e minaccioso. Tutto sembra ricondurre a quel bosco, un luogo che nasconde la vera natura delle sue azioni.

Andrea Corsini sul set del cortometraggio Ferine.

Nato a Brescia il 4 ottobre 1980 Andrea Corsini si é formato come videomaker a Berlino nei primi anni duemila dirigendo videoclip musicali indipendenti. Nel 2011 ha scritto e diretto il cortometraggio di fantascienza Non Nel Mio Giardino interpretato da Palolo Briguglia e Giorgio Carminati. Nel 2018 realizza il documentario Societas Mortis su un rito religioso che avviene ogni anno in un paesino delle Cinque Terre in Liguria. Ferine è il suo ultimo lavoro.

[RECENSIONE] Charlie Says

Quando una persona frustrata, delirante, disturbata mentalmente ma dotata di un certo inspegabile carisma ne incontra altre dalle personalità meno forti ma altrettanto problematiche escono fuori cose orribili. La storia di Charles Manson e della sua setta ne è un esempio, e Mary Harron, regista di American Psycho, la racconta in modo piuttosto efficace.

A cominciare dal titolo, quel Charlie Says, “Charlie dice” , che le ragazze del suo entourage non fanno che ripetere quando parlano tra di loro, ai visitatori esterni della loro comune, e nella galera californiana dove alla fine finiranno le tre protagoniste.

“Sono passati tre anni da quando hanno avuto l’ultimo contatto con lui. Ma tutto quello che fanno è parlare di lui e ripetere le sue cazzate.” . Lo dice a un certo punto Karlene Faith (Merritt Wever), la psicologa che segue le tre plagiate Lulu (Hannah Murray), Katie (Sosie Bacon) e Sadie (Marianne Rendón).

Ripetono ogni suo delirio, ogni sua farneticazione e ossessione, senza rendersi conto del lavaggio del cervello subito, delle vaccate pronunciate, della negatività di Manson (Matt Smith) dietro quelle parole, della sua follia che abbraccia elementi biblici, razzisti, fissazioni per i Beatles, in un minestrone vaneggiante e insensato che può far presa solo su altre menti disturbate. Se noti le contraddizioni per Charlie non sei pronto e fine della discussione. In questo è bravo e furbo Manson: nel selezionare accuratamente i membri del suo piccolo personale esercito. Solo i deboli sono ben accetti, se al contrario hai personalità e una testa pensante viene scartato, cacciato, escluso, picchiato, umiliato, invitato ad andartene. Il suo progetto, tramite il condizionamento, è quello di creare dei mandatari che obbediscano ciecamente ai suoi ordini sanguinari figli di un suo malcontento irrisolto.

Questa almeno la teoria del film scritto da Guinevere Turner (American Psycho) basandosi sul libro The Family di Ed Sanders e Karlene Faith. La realtà a quanto pare è molto più complessa. Il processo, le inchieste giornalistiche, hanno fatto emergere che le uccisioni compiute dalla Family, compresa quella di Sharon Tate, non possono attribuirsi con assoluta certezza a Manson come mandatario. Forse, e la cosa sarebbe ancora più inquietante, il gruppo ha agito in autonomia, spinto dalle sue oscure parole.

Comunque sia, dando retta al punto di vista del film, Charles Manson ricorda personaggi a noi coevi che sfruttano le debolezze altrui dando così sfogo alle proprie, creano caos, vomitano odio, si prendono una rivincita dalle batoste ricevute nella vita esaltando la loro mediocrità e instabilità mentale. Personaggi da bar ma anche (con incarichi) pubblici che si contraddicono, mettono in risalto la loro ignoranza sulle cose e sul mondo ogni volta che aprono si esprimono riuscendo a trovare seguaci altrettanto ignoranti e avvelenati col mondo.

Chissà cosa avrebbe combinato Charles Manson ai giorni nostri con internet che tutto diffonde globalmente alla velocità della luce?

[NEWS] Il doc su Claudio Caligari Se c’è un aldilà sono fottuto a Venezia 76

Verrà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia Se c’è un aldilà sono Fottuto – Vita e Cinema di Claudio Caligari, documentario sul regista di Amore Tossico e L’Odore della Notte diretto da Simone Isola (tra i produttori di Non Essere Cattivo, terzo e ultimo film di Caligari) e Fausto Trombetta.

Vita e cinema sono nella parabola umana di Claudio Caligari due elementi indissolubili. Il film la racconta attraverso le tappe della lavorazione di Non essere cattivo, con le immagini e i ricordi di attori, tecnici, di quella troupe/famiglia che si è stretta attorno a lui consentendogli di portare a termine il suo terzo ed ultimo film.

Prodotto da KimeraFilm, Rai Cinema e Minerva Pictures, Se c’è un aldilà sono fottuto sarà proiettato i giorni 1 e 2 settembre.

La locandina del documentario Se c’è un aldilà sono fottuto – vita e cinema di Claudio Caligari realizzata da Pepsy Romanoff.

[NEWS] Due clip da Il signor Diavolo di Pupi Avati

Tra due giorni arriverà nelle nostre sale Il Signor Diavolo, atteso ritorno di Pupi Avati alle atmosfere spaventose.

Autunno 1952. Nel nord est è in corso l’istruttoria di un processo sull’omicidio di un adolescente, considerato dalla fantasia popolare indemoniato. Furio Momentè, ispettore del Ministero, parte per Venezia leggendo i verbali degli interrogatori. Carlo, l’omicida, è un quattordicenne che ha per amico Paolino. La loro vita è serena fino all’arrivo di Emilio, un essere deforme figlio unico di una possidente terriera che avrebbe sbranato a morsi la sorellina. Paolino, per farsi bello, lo umilia pubblicamente suscitando la sua ira: Emilio, furioso, mette in mostra una dentatura da fiera. Durante la cerimonia delle Prime Comunioni, Paolino nel momento di ricevere l’ostia, viene spintonato da Emilio. La particola cade al suolo costringendo Paolino a pestarla. Di qui l’inizio di una serie di eventi sconvolgenti.

01 Distribution per ingannare l’attesa ha pubblicato poche ore fa due nuove clip tratte dal film: le ha chiamate “I Denti del Maiale” e “Ammazzare Il Signor Diavolo”

Il cast de Il Signor Diavolo è formato da Gabriele Lo Giudice, Filippo Franchini, Massimo Bonetti, Lorenzo Salvatori, Chiara Caselli, Alessandro Haber, Gianni Cavina, Eva Antonia Grimaldi, Fabio Ferrari, Andrea Roncato, Chiara Sani, Alberto Rossi, Claut Riccardo e Cesare Cremonini.

La sceneggiatura del film è stata scritta da Antonio, Pupi e Tommaso Avati partendo da un romanzo del solo Pupi, la fotografia è di Cesare Bastelli, il montaggio di Ivan Zuccon, gli effetti speciali di Sergio Stivaletti.