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    John Carl Buechler dirige Malcolm McDowell in Wizardream

    Se il nome John Carl Buechler non vi dice niente temo proprio che dovreste vergognarvi tantissimo, cospargervi il capo di cenere o fare altre cose del genere. Ma sappiate anche che non è mai troppo tardi per imparare qualcosa, quindi adesso smettetela di disperarvi per la figuraccia da ignoranti appena fatta perché ve lo spiego io chi è John Carl Buechler.

    John Carl Buechler è uno dei tanti maestri degli effetti speciali usciti fuori dai gloriosi anni '80. E a scrivere uno dei tanti gli si fa un torto perché lui si è saputo distinguere più di altri per la sua versatilità. Con le produzioni di Albert e Charles Band e di Brian Yuzna ha creato i mostri di Ghoulies, di Troll, le bambole assassine di Dolls, l'orco di Cellar Dweller, le trasformazioni di From Beyond. Per altre produzioni ha realizzato la pizza di Nightmare 4, gli animatroni di Indiana Jones e l'ultima crociata e ha supervisionato i makeup di Halloween 4 - Il ritorno di Michael Myers. Nella sua carriera inoltre ha realizzato anche 17 regie fra le quali i citati Cellar Dweller e Troll e Venerdì 13 parte VII - Il sangue scorre di nuovo. Poi un po' per l'avvento della maledetta computer grafica, un po' chissà per quale altro motivo, è finito nel dimenticatoio tirando a campare in produzioni pensate direttamente per l'home video, moltissime delle quali mai giunte da noi.


    Tra queste 17 regie, la fonte è l'imdb, c'è anche un film che sta ancora girando intitolato Wizardream e interpretato niente di meno che da Malcolm McDowell. Sul sito c'è anche il link al sito ufficiale ancora però disattivato. Sempre spulciando la pagina si scopre che Buechler nel film non si occupa anche degli effetti speciali, come accadeva nei film qui sopra menzionati che lo hanno coinvolto come regista, affidando l'incarico ad un altro vecchio mestierante: Jeffrey S. Farley (Cimitero vivente).
    Nel cast troveremo anche Ernie Hudson, il mitico acchiappafantasmi Winston Zedmore.
    Il film, dalle foto che si trovano in giro scattate dai set, deve essere parecchio cheap...
    In questa ad esempio, apparsa su HorrorBug.com, si vedono insieme l'attore e il regista.
    Per sapere le prossime novità su Wizardream c'è la pagina FB ufficiale, anche se non viene aggiornata da ottobre 2013...

    Juno Temple nel nuovo poster di Sin City

    Siccome al 2 ottobre, quando da noi arriverà Sin city: una donna per cui uccidere, manca ancora un sacco di tempo di solito si inganna l'attesa con una valanga di trailer, clip e locandine varie. Su parecchio materiale ho sorvolato ma con il poster che vede protagonista Juno Temple tocca fare un'eccezione. Perché la Temple mi piace e in tutti i sensi, che vi piaccia o no. Con Killer Joe si è guadagnata la mia stima vitalizia.
    Nel film l'attrice interpreta Sally una delle ragazze prostitute della città vecchia. Ecco il suo poster.


    Sin City: una donna per cui uccidere è diretto, come il primo film del 2005, da Robert Rodriguez e Frank Miller.

    Dwight (Josh Brolin) viene cacciato dalla sua donna Ava (Eva Green) e la sua vita si trasforma in un inferno che lo porterà in seguito a cambiare faccia. I fatti che si narrano in questo segmento avvengono infatti prima di quelli raccontati nel primo Sin City, dove Dwight era interpretato da Clive Owen.

    Torneranno anche Bruce Willis come Hartigan, Mickey Rourke (Marv), Jessica Alba (Nancy), Jaime King come Goldie/Wendy e Rosario Dawson in quello di Gail. A questi si aggiungono i nuovi Johnny (interpretato da Joseph Gordon-Levitt), Dennis Haysbert come Manute, Christopher Meloni come Mort, Lady Gaga come cameriera, Ray Liotta (Joey), Julia Garner (Marcy) e Christopher Lloyd. Torna ma interpretata da un'altra attrice il personaggio di Miho (la prostituta asiatica) questa volta con il volto e il corpo di Jamie Chung.

    Al TIFF l'anteprima di Maggie: dramma-horror con Schwarzenegger e Abigail Breslin

    Il mese prossimo al Toronto International Film Festival sarà presentato in anteprima Maggie: un film di zombi interpretato da (udite udite) Arnold Schwarzenegger! E da quello che si intuisce non dovrebbe spaccargli il culo come magari uno si aspetta. Nel film, dell'esordiente Henry Hobson (gavetta come creatore dei titoli di coda di parecchi film) scritto da John Scott 3 (lui esordiente totale), interpreterà un agricoltore che ha la sventura di avere la figlia adolescente del titolo contagiata dal virus che la trasformerà piano piano in una morta vivente. E ad interpretare Maggie c'è Abigail Breslin, la giovane attrice di Little Miss Sunshine, Benvenuti a Zombieland e Ender's game. I due attori li vedete nella foto qui sotto, presa da Fangoria, scattata durante una pausa di lavorazione.


    Completano il cast Joely Richardson (Nip/Turk), Laura Cayouette (Django Unchained), J.D. Evermore (The Walking Dead, il personaggio di Harley) e Amy Brassette (l'inedito Ghost Shark).

    L'étrange couleur des larmes de ton corps - RECENSIONE

    Attenzione: L'étrange couleur des larmes de ton corps è un film giallo dannatamente pericoloso. E nel senso buono del termine, sia chiaro fin da subito. Alla fine della visione pensi, giustamente, di averci capito ben poco eppure dopo giorni continui a pensarci. Ci si capisce poco perché non è un film narrativo nel senso comune del termine, o meglio, la narrazione nel film prende subito e spesso una strada che raccontare è impossibile. È brutale scriverlo in questo modo ma tutto sommato ci sta bene perché L'étrange couleur del larmes de ton corps è una storia feroce raccontata in maniera feroce.

    Dan (Klaus Tange) torna a casa dopo aver passato alcuni giorni fuori per lavoro. Al suo ritorno però scopre che sua moglie Edwige è sparita. La cosa strana è che il chiavistello è ancora inserito nella porta. A questo punto si fa strada sempre più una storia, appunto, inenarrabile. Non tanto per le scene violente che ci vengono mostrate, quanto piuttosto perché queste non hanno un filo logico così immediato. Ma non sono solo le morti e le violenze in genere a non avere fili logici narrativi: sono allucinazioni? Sogni? Racconti di qualcuno? O un altro tipo di proiezione della mente di Dan? Forse tutto questo o niente di tutto ciò. Si devono aggiungere infatti mille altri particolari destabilizzanti fatti di rimandi e associazioni mentali varie che riempiono il film e la sua esile narrazione (ordinaria) fatta di personaggi tipici del genere giallo come l'investigatore. Tutto questo ci spazza di continuo e ci torna in mente anche a diversi giorni dalla visione del film. L'étrange couleur segue le strane logiche del sogno, è un viaggio mentale che va oltre perché dietro c'è anche la ricerca di superare certi steccati del genere giallo, di rileggere il genere in una chiave nuova.
    L'étrange couleur è cinema sperimentale e concettuale che rilegge e porta avanti il discorso iniziato dal giallo all'italiana. I riferimenti sono evidenti nell'utilizzo di vecchi brani scritti da Morricone, Nicolai, De Angelis e altri. Ma è soprattutto per come utilizza alcuni elementi: la città e l'appartamento, anzi il palazzo protagonista del film. Per i nudi, per le telefonate, le morti cruente. Ed è proprio negli omicidi che l'omaggio si fa lampante perché è lì che L'étrange couleur compie la vera rivoluzione esasperando, un termine molto probabilmente sbagliato ma così mi viene in questo momento, ancora di più quella rottura che gli omicidi dei gialli italiani avevano inventata.
    In altre parole, il film riformula il ruolo dell'assassino e lo colloca in un non luogo che lo fa assomigliare molto agli alieni de L'invasione degli ultracorpi. E qui mi fermo anche perché, come dicevo all'inizio, non so mica quanto c'ho capito. Tocca rivederlo alla prima occasione, magari per peggiorare solo la situazione facendosi venire ancora più dubbi. Intrippante, come dicono i giovani della mia età.

    L'étrange couleur des larmes de ton corps è il secondo lungometraggio del duo belga formato da Hélène Cattet e Bruno Forzani. Il primo, del 2009, si chiama Amer.

     
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