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Conan the barbarian (Marcus Nispel)

Viviamo in un periodo di magra di idee che viene generalmente superata nel modo più semplice possibile ossia realizzando remake o come da un po' di tempo piace chiamarli reboot (che tradotto è riavvio, il che è tutto dire). Vista l'uscita continua di operazioni del genere, cerchiamo per una volta di ignorare di un remake la fonte originale. È un discorso che si dovrebbe fare sempre e che andrebbe allargato anche se si parla di un adattamento da un libro, da una piece teatrale, da un fumetto come da un videogames. È difficile me ne rendo conto ma è l'unico modo per non avere un giudizio aprioristico e per valutare il film per quello che è: per il suo linguaggio, la sua realizzazione. Conan the barbarian, ignorando Miller, Howard e Schwarzy, risulta comunque un film bruttarello. La storia è quella del barbaro Conan (Jason Momoa) assetato di vendetta nei confronti del cattivo che gli ha ucciso i genitori. Si mette sulle sue tracce e scopre che ha intenzione di rapire una pura discendente di vattelapesca (Rachel Nichols) per compiere un rito magico in grado di dargli poteri incredibili e di far rivivere la sua defunta moglie. Nel suo viaggio solitario Conan è aiutato solo saltuariamente da Ukafa (Bob Sapp), una specie di padre adottivo per lui, l'unico che potremmo definire suo amico.
Tra mazzate e tagliuzzamenti con l'accetta, di spada e di montaggio, Conan insegue il suo nemico ora con un po' di sfiga ora con un po' di culo fino alla resa finale in cui affronta, dalle parti del centro della Terra, la perfida nemesi Khalar Zim (Stephen Lang) e la sua figlia strega Marique (Rose McGowan) che gli ha rubato anni prima la spada che suo padre Corin (Ron Perlman) forgiò per lui.



Quanto è tamarro questo film... e non perché si parla di barbari, guerrieri e spade, badate bene. Ad essere grezze e cafone sono le invenzioni del film, solo un paio di idee in circa due ore di montaggio finale si salvano: la testa mozzata che inganna la guardia e poi il concetto (già visto, e molto meglio, in centinaia di altri film) che la violenza genera violenza. Si gioca molto sugli inganni ma nessuno ci casca quando ad esempio il sacerdote del tempio dove si trova Tamara (oh, basta raddoppiare la erre per capire che tipo di pellicola è questa...) predice che un guerriero sta per arrivare a prenderla. Di quale guerriero parlano, del cattivo Khalar o del buono Conan? Persino io ho capito che i due sarebbero arrivati praticamente insieme. Una bella sola insomma questo Conan the barbarian diretto da Marcus Nispel, l'ennesima in 3D.


Conan the barbarian
titolo originale: Conan the barbarian
sceneggiatura: Thomas Dean Donnelly, Joshua Oppenheimer, Sean Hood
personaggi e interpreti: Conan (Jason Momoa), Tamara (Rachel Nichols), Khalar Zim (Stephen Lang), Marique (Rose McGowan), Corin (Ron Perlman), Ukafa (Bob Sapp), giovane Conan (Leo Howard), giovane Marique (Ivana Steneva), Lucius (Steven O'Donnell), Ela-Shan (Said Taghmaoui), Artus (Nonso Anozie)
produttori: John Baldecchi, Boaz Davidson, Randall Emmett, Joe Gatta, Avi Lerner, Danny Lerner, Fredrick Malmberg, Les Weldon
fotografia: Thomas Kloss
scenografie: Chris August, James Steuart
costumi: Wendy Partridge
montaggio: Ken Blackwell
musiche: Tyler Bates


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