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Satanik (Piero Vivarelli)

Trasposizione dal fumetto omonimo in voga dagli inizi degli anni '60 in Italia, ideato e realizzato dal duo Magnus e Max Bunker, Satanik vede come protagonista una donna bruttissima (Magda Konopka), assistente di un famoso biologo al lavoro su una formula in grado di rigenerare le cellule per rincorrere l'antico mito dell'eterna giovinezza. La donna uccide lo scienziato (Nerio Bernardi), si somministra l'elisir, diventa bellissima, cambia (varie volte) identità e inizia ad abbordare uomini facoltosi con il solo scopo di ucciderli e derubarli. Per sua sfortuna la medicina non dura in eterno, c'è quindi un bisogno continuo di somministrarsi nuovamente il farmaco, in più sulle sue tracce si mettono le polizie di mezza Europa. Satanik è una rivisitazione del Dottor Jekill e Mister Hyde in una chiave però che accentua di più gli aspetti sessuali a discapito di quelli horror che invece erano una componente essenziale del fumetto. Altra importante novità, la dottoressa Bannister non è un mad doctor ma l'assistente di un luminare che non ha affatto intenzioni brutte, infatti vuole rimandare il test del siero su un essere umano se prima non risolve alcuni problemi legati all'aggressività che gli animali da laboratorio hanno manifestato durante le prove. La Bannister a causa della sua bruttezza è sessualmente frustrata e il siero per lei rappresenta una rivalsa, il mezzo per prendersi quello che le spetta di diritto. Non a caso le sue uccisioni avvengono quando è brutta. Il che tra l'altro contraddice quanto visto dallo scienziato sugli animali. Le uccisioni della Bannister (che mai nel film assume il nome di Satanik...) infatti non avvengono dopo essersi somministrata il siero ma quando il suo effetto finisce. Metafora del libero arbitrio, della capacità dell'uomo e solo dell'uomo di poter scegliere se stare sulla retta via o sul sentiero tortuoso.
Satanik nonostante i quaranta anni e più dobbiamo ammettere che non invecchia poi così male. Scorre piacevole, si apprezzano certe trovate di Piero Vivarelli e poi, diciamola tutta, Magda Konopka è da urlo. Se vogliamo poi c'è anche un piccolo mistero su questo film: dice Vivarelli (nel doc Sataniko Piero) che il film è stato prodotto da Romano Mussolini che compose anche le musiche, però sia i titoli di testa del film che l'imdb dicono che il musicista è Manuel Parada. Il mistero forse è subito risolto: Satanik è infatti una coproduzione italo-spagnola e nelle coproduzioni finiscono spesso nei titoli di testa persone che non c'entrano nulla con il film, solo per motivi di percentuale dei soldi cacciati dalle varie nazioni coinvolte nella produzione. Come dire, serviva un nome spagnolo per rispettare quella percentuale e Manuel Parada è così rientrato tra i credits. Magari Parada aveva composto delle musiche per il film che poi sono state scartate oppure utilizzate solo per tre secondi e mai più. Considerando che si trattava della Spagna di Franco non si può dire che Mussolini (figlio di quel Mussolini lì) fu trattato bene... Restano la dichiarazione di Vivarelli e questa copertina.

Satanik è un film leggero leggero, furbetto, un filino moralista ma anche anarchico e rivoluzionario, sicuramente in sintonia con lo spirito dell'anno in cui fu girato: il 1968, pieno di esagerazioni a tal punto da far pensare che alcune cose siano in realtà involontarie.

Il DVD della Cinekult rende giustizia al film con una bella versione restaurata corredata da due documentari, il citato Sataniko Piero e Cinecomix made in Italy, realizzati da quelli di Nocturno (curatori della collana).


Satanik
regia: Piero Vivarelli
sceneggiatura: Eduardo Manzanos Brochero, Piero Vivarelli
personaggi e interpreti: Marnie Bannister (Magda Konopka), professor Greaves (Nerio Bernardi), ispettore Trent (Julio Pena), commissario Gonzalez (Armando Calvo), George Van Donan (Umberto Raho), Louis La Roche (Antonio Pica), Stella Dexter (Mimma Ippoliti), commissario Le Duc (Piero Vivarelli)
case di produzione: Rodiacines, Copercines
produttore: Eduardo Manzanos Brochero, non accreditato Romano Mussolini
fotografia: Silvano Ippoliti
aiuto regista: Pupi Avati (con il nome di Giuseppe Avati)
montaggio: Gian Maria Messeri
musiche: Manuel Parada, non accreditato Romano Mussolini. Dirette da Roberto Pregadio

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