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Il lato oscuro

Oggi leggevo un quotidiano locale. Avevo tempo da perdere e dopo aver letto tutta la cronaca della mia città ho dato un'occhiata anche alle altre pagine. In una di quelle ce n'era una che mi ha colpito, quella di un carabiniere in fin di vita per essere stato massacrato di botte da quattro persone. Mi è salito un nervoso, non so. Ho iniziato ad immaginarmi al suo posto mentre li massacravo di botte. Sentivo il mio cuore battere come un pazzo.
Lo zoppo traditore di Arrivederci ragazzi, il tranquillo professore di Cane di paglia, il padre incarognito di L'ultima casa a sinistra la prima volta mi hanno suscitato pensieri simili, la voglia di vendicarmi, di applicare la legge del taglione. Mi rendo conto che c'è anche tutto un bagaglio culturale dietro che mi fa pensare e ci fa pensare in questo modo. Sono pensieri che ci fanno battere forte il cuore anche perché in quei momenti ci spaventa l'idea di aver avuto quel pensiero. Perché il bagaglio culturale è anche questo: avere un pensiero di destra anche se si è di sinistra, compiere un atto violento anche se si è un pacifista convinto, fare un gesto scaramantico anche se non si crede in quelle cose. Nella vita quotidiana è un po' difficile notare queste cose perché sono talmente automatiche, fanno così parte, appunto, del nostro bagaglio culturale che non ci rendiamo conto di essere andati in conflitto con la nostra indole, rincoglioniti come siamo.
La cinematografia è piena di titoli in cui qualcuno ammazza i cattivi per motivi di vendetta, o perché sono semplicemente cattivi che non meritano di vivere. Ci affascinano anche se non siamo per la pena di morte. Sono film che in qualche modo fanno uscire allo scoperto il nostro lato oscuro, uno dei nostri lati oscuri, quello che mai avremmo immaginato di possedere. Si tratta in fin dei conti di quello che in storia dell'arte si definisce come sublime. Un paesaggio, una vegetazione che inghiotte l'uomo facendolo sparire, è l'attrazione verso qualcosa che ci spaventa se non addirittura inorridisce, è l'empatia per l'astrazione, sono le mani davanti agli occhi durante un film dell'orrore. È il cinema che fa per noi del klub 99.

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