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Halloween III - Il signore della notte - RECENSIONE

Unico film della saga di Halloween che non c'azzecca niente con la vicenda di Michael Myers, Halloween III: il signore della notte racconta di un medico dalla bottiglia facile che indaga, insieme alla figlia di un tizio morto, sul proprietario di una fabbrica di maschere al cui confronto Willy Wonka è un angioletto. Al posto degli Umpa Lumpa abbiamo qui come fedeli servitori dei robot che a un certo punto scopriamo anche piuttosto datati. Soprattutto però nella Silver Shamrock Novelties non c'è moralismo, famiglie altolocate con bambini viziati da (ri)educare, qui si vuole uno sterminio di massa indiscriminato di tutti i giovanissimi perché è tutto il nuovo mondo a stare in culo al vecchio Cochran. E un po' come accadeva nel nazismo sarà fondamentale una certa percentuale di esoterismo nel raggiungere lo scopo, uno sguardo distorto ai miti del passato. Molto più semplicemente Cochran è il classico scienziato pazzo con un piano diabolico da attuare proprio durante la notte di Halloween, ed è qui che la pellicola dell'esordiente Tommy Lee Wallace (autore negli anni a seguire di Ammazzavampiri II e della miniserie in due puntate It più altre cose che è meglio non sapere...) si ricollega agli altri della serie. Ed è stato proprio questo distacco dai primi due film a convincere John Carpenter e Debra Hill a partecipare di nuovo al progetto. Halloween III resta un film a parte rispetto all resto della serie anche perché il male è qui rappresentato dal consumismo, dallo strapotere delle ricche multinazionali che come scopo hanno quello di annientare le generazioni del futuro e dunque il genere umano. Myers faceva meno danni.
Incompreso all'epoca della sua uscita, dimenticato oggi, Halloween III merita senza dubbio una riscoperta.



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