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...E ora parliamo di Kevin (Lynne Ramsey)

...E ora parliamo di Kevin è l'altra faccia della medaglia dell'Elephant diretto da Gus van Sant nel 2003. Lì i genitori dei ragazzi -futuri autori di una strage scolastica- erano sempre fuori fuoco, assenti, inesistenti. Nel film della regista Lynne Ramsey invece la genitrice Eva non fa altro che interrogarsi sulla proprie colpe riguardo la carneficina compiuta dal figlio Kevin. Su un rapporto che non ha mai funzionato bene, soprattutto a causa sua: dai pianti che non riusciva a sopportare, ai dispetti che non tollerava. Ma anche qui come in Elephant i genitori non si accorgono del figlio che hanno quindi è come se non ci fossero. Eva e Franklin sono sempre presenti, bravi genitori ma non buoni genitori proprio perché non hanno coscienza del mostro che hanno in casa. Eva si precipita a scuola senza immaginare cosa sta per vedere/capire, che noi abbiamo già capito da un pezzo, a causa di questa cecità.
Apre gli occhi per la prima volta e scopre il piano diabolico, lucido e folle di Kevin che la incastrerà per il resto dei suoi giorni. E vai col rimorso allora. Eva alla fine chiede al figlio il perché del suo gesto ma la risposta che Kevin le dà è disarmante per come in poche parole mostra una universale incomunicabilità.

Ha bisogno di tempo questo film, deve crescere dentro, svilupparsi. Temi complessi raccontati con uno stile non semplicissimo. A parte i soliti salti temporali quello che stupisce in questi flashback è l'affiorare sempre più della complessità del loro rapporto: la scena di lui che si masturba in bagno e non si ferma neanche quando la madre apre la porta, tanto per dire.

visto alla Movieplex in lingua originale con sottotitoli!!

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