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Attack the block - RECENSIONE

Quando in un film fantasy i protagonisti sono giovani ragazzi per forse di cose a noi che stiamo intorno ai quaranta il pensiero corre a titoli come E.T., Gremlins, I Goonies. Joe Cornish, che di anni ne ha quarantaquattro, cerca di portare parte di quello spirito ambientando Attack the block-invasione aliena (Attack the block) nella sua Londra. Niente o poca computer graphica ma i vecchi mostri di lattice e animatronics (questi qui sono pelosi è hanno i denti fosforescenti), o tutt'al più con un attore dentro il costume, un po' perché così si usava a quei tempi, un po' per motivi di budget risicato. Niente ragazzi sfigati come quelli che tanto amava Spielberg e che J.J. Abrams ha omaggiato nel suo Super 8, certo, a ben vedere sfigati sono anche questi perché anche loro con i piccoli-grandi problemi famigliari-personali, solo che per reagire invece di formare la banda dei piccoli nerd questi qui decidono di essere nella loro vita dei teppistelli organizzati. All'inizio del film rapinano un'infermiera (Jodie Whittaker) con la quale in seguito all'invasione, perchè in questo film si parla di un'invasione aliena, si rincontrano per formare un'alleanza-amicizia. Oltre agli alieni devono vedersela anche con il boss del quartiere: uno spacciatore che li vuole morti perché sono degli stronzetti irrispettosi. Riusciranno soli contro tutti a salvarsi il culo salvando così il mondo? Risposta facile. Perché l'invasione è capitata proprio a Londra e nel loro malfamato quartiere? Perché sembra che la vita del pianeta dipenda da loro ed in particolare dalle decisioni che prende Moses (John Boyega) il capobanda? Tranquilli, a queste domande non rispondiamo.


Attack the block per allontanarsi ancora di più dal modello spielberghiano e dal superottopensiero colora di politica (e anche si retorica, se vogliamo) la sua storia: dice Moses che gli alieni sono stati mandati dal governo per eliminare quelli come lui, cioè i neri, che prima di allora ci avevano provato con le droghe e con le armi. Ovviamente anche il sangue, rispetto ai modelli di riferimento in cui non compariva affatto, trova il suo spazio. A parte questi aspetti Attack the block però non ha il coraggio di separsi definitivamente dal modello anni ottanta. Alla fine l'aspetto nostagico ha la meglio su quello innovativo, prova ne è il fatto che l'impianto narrativo, il soggetto ridotto all'osso, così come lo spirito, sono identici a quelli usuali in quel decennio: benevoli nei confronti della specie umana il che fa della pellicola un prodotto alla fin fine gradevole ma niente più.
Joe Cornish ha nel frattempo scritto insieme ad Edgar Wright (coproduttore di Attack the block) la sceneggiatura del cinecomix Ant-Man che Wright dovrebbe iniziare a girare tra un po'.
Dopo L'ora nera, e L'arrivo di Wang che sono di quest'anno, e il meraviglioso District 9, un altro film di invasioni extaterrestri non ambientato in America.




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