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Bed Time - RECENSIONE (1)

Intrigante storia di un portiere di palazzo depresso che non sopporta negli altri la felicità e fa di tutto per eliminarla. Si accontenta di poco, come provocare la diarrea al cane di una anziana signora, fino a quando nel palazzo non arriva Clara una giovane e bella ragazza che sembra immune alla tristezza. Per questo César si spinge sempre più oltre, a cominciare dall'abitudine di narcotizzarla, anche perché per la ragazza prova un sentimento che difficilmente ammette, fino a ritrovarsi nei guai.

Se non fosse per un paio di situazioni impossibili proposte, Jaume Balaguerò alla regia e Alberto Marini alla sceneggiatura firmano con Bedtime (Mientras duermes) un prodotto lowbudget niente male per come crea tensione e per il modo di descrivere una mente contorta. Merito senza dubbio anche degli interpreti, il Luis Tosar già ammirato nel ruolo del leader dei carcerati Malamadre in Cella 211 e Marta Etura anche lei vista in quel film nel ruolo della moglie del poliziotto.


Comunque quello che più convince in Bedtime sono le motivazione sotterranee di César, i piccoli gesti che ne delineano il carattere, il micromondo del palazzo che lo ignora, lo ricatta o lo bistratta creando quel composto esplosivo che solo Clara riesce ad accendere.

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