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Chi sei? - RECENSIONE

Durante un rito satanico il sacerdote libera una ragazza, il demonio si arrabbia e provoca un incidente automobilistico all'uomo, la sua auto però dopo essere uscita di strada rimane sospesa a mezz'aria in un burrone per dare all'uomo un'altra possibilità: se lo aiuta a portare a compimento la gravidanza di quella donna che ha lasciato fuggire, facendo così nascere l'anticristo, potrà vivere ancora per un po' sopravvivendo miracolosamente all'incidente.
La donna (Juliet Mills) nel frattempo si è rifatta una vita con Robert (Gabriele Lavia) un produttore musicale e con due figli piuttosto vivaci e sboccati. Quando scopre di essere incinta ne rimane sorpresa, ancor di più il medico che diagnostica una gestazione più veloce del previsto. Solo che la mente razionale del dottore attribuisce questa anomala velocità a un disturbo psichico della donna. Intanto Dimitri (Richard Johnson), l'uomo legato al diavolo dal patto e che dovrebbe assicurarsi che il parto avvenga senza intralci, si fa vivo per rassicurare, o meglio per ingannare, Robert.


Come nel migliore (ma anche nel peggiore) cinema italiano assimilatore e cannibale anche Chi sei? prende spunto dai coevi successi americani, in particolare del nascente cinema demoniaco di Rosemary's baby e L'esorcista, per imboccare però una strada originale, almeno nelle intenzioni. Originalità che, a mio parere, viene mantenuta anche grazie al discorso sul tempo e alla sua relatività. Ecco allora che i fotogrammi della donna posseduta si bloccano in modo inquietante, che alcune inquadrature vengono ripetute quasi a loop ma da angolazioni diverse. Ecco allora il tempo e lo spazio che il diavolo blocca solo per Dimitri e la sua corsa per far partorire la donna e avere così salva la vita.

Merito di questa originale operazione il produttore e regista greco (ma praticamente italiano d'adozione) Ovidio Assonitis (autore anni dopo di Tentacoli, sorta di risposta a Lo squalo di Spielberg), qui coadiuvato dal direttore della fotografia e regista Roberto D'Ettorre Piazzoli e dalle musiche di Franco Micalizzi (Lo chiamavano Trinità più una caterva di poliziotteschi di Umberto Lenzi).

Se il film di Polanski ha influenzato il film per quanto riguarda il concetto di fondo, cioè che non solo dio ma anche il diavolo è capace di mettere incinta una donna per procreare un proprio erede umano, quello di Friedkin ha contribuito per le iconografie legate alla possessione: la testa che gira a 360 gradi, le levitazioni, il vomito verde. A realizzare gli effetti speciali Wally Gentleman, il responsabile degli effetti visivi di 2001 odissea nello spazio. Però i paragoni si fermano qui anche perché non c'è esorcismo nel film, nessun prete arriva a salvare la donna e il figlio che porta in grembo.

Eppure la cosa non è andata giù ai capoccia d'oltreoceano anche perché Chi sei? quando esce in America a fine luglio del 1975 incassa 20 milioni di dollari. La Warner e Friedkin per risposta iniziano una lunga causa legale con Assonitis ottenendo il sequestro/blocco degli incassi fatti in quel paese. Dopo tre anni di battaglie legali si giunge ad un accordo: il piccolo e giovane produttore e la major hollywoodiana collaboreranno alla realizzazione di tre film. Ogni tanto nasce un Davide che batte Golia.

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