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Il boia scarlatto (Massimo Pupillo)

Padrone quasi incontrastato dell'horror degli anni '60, il gotico già a metà decennio cominciava a dare segni di cedimento che richiedevano un restyling come dimostra anche Il boia scarlatto in cui si racconta di un gruppo di artisti giunto in un castello isolato* per scattare alcune fotografie per un romanzo dell'orrore. Il padrone di casa (Mickey Hargitay), che si chiama Travis e vive lì insieme al suo fedele servo, come al solito è ospitale anche se poco socievole, eccentrico, una presenza quasi invisibile. I lavori degli artisti procedono bene fino a quando l'ospite non scopre tra i membri del gruppo la sua ex fidanzata. A quel punto il suo fragile equilibrio psichico si spezza: convinto di essere la reincarnazione di un folle inquisitore, conosciuto come Il boia scarlatto e condannato a morte secoli prima (con la tortura della vergine di Norimberga) nei sotterranei del castello, inizierà a torturare uno ad uno i membri della troupe. Ovviamente non riuscirà a completare la sua opera malvagia.


Ne Il boia scarlatto gli elementi del gotico ci sono praticamente tutti, cambia solo il fatto che la pellicola non si svolge più in qualche epoca passata (fatta eccezione per il prologo) ma nel presente.
C'è il castello, la follia, la reincarnazione, gli strumenti di tortura come la vergine di Norimberga o il pendolo, le stanze segrete, i ragni e le ragnatele, le trappole e gli scheletri. E ci sono belle ragazze (Luisa Baratto, Femi Benussi, Barbara Nelli,Rita Klein), indifese e parecchio spogliate almeno secondo i canoni italiani dell'epoca, adirittura a un certo punto si intravede un capezzolo, scandalo!
Interessante è la psicologia di Travis. Da quel che capiamo odia il contatto fisico con chiunque donne comprese il che fa di lui un verginello. Questo suo atteggiamento di chiusura verso gli altri lo ha compensato con la cultura del proprio corpo, pompandosi i muscoli. Ad interpretare questo personaggio complesso e complessato l'atleta ungherese Mickey Hargitay (vero nome Miklos) non così malvagio come dicono in molti, almeno in questo film.
Dirige Massimo Pupillo, autore nello stesso anno anche di 5 tombe per un medium, scrivono Romano Migliorini e Roberto Natale, effetti speciali curati da un quarantenne Carlo Rambaldi, da dimenticare però il suo ragno appeso che più cheap non si poteva.

*: Gli esterni sono quelli del Castello di Balsorano (AQ), gli interni sono stati girati al Palazzo Borghese di Artena (Roma).

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