Header Ads

Week-end di terrore - RECENSIONE

Terzo capitolo della saga di Venerdì 13, è l'episodio in cui Jason indossa per la prima volta la maschera da hockey che lo ha reso celebre al mondo. Dopo il primo insuperato capitolo diretto da Sean Cunnigham ritroviamo ancora una volta dietro la macchina da presa Steve Miner, un regista poliedrico autore successivamente anche di Chi è sepolto in quella casa?, della commedia Soul man e di Halloween H20: venti anni dopo. Weekend di terrore prosegue sulla scia di sangue dei precedenti e fa contare alla fine 12 uccisioni, ovviamente efferate e per questo tagliate dalla censura.
Come nel precedente episodio la formula non cambia: il solito gruppo di ragazzi si reca in vacanza al Cristal lake dove uno ad uno verranno uccisi da Jason Voorhees. Le novità sono tre: la più importante è che la pellicola viene girata in 3D per assecondare la moda del momento che voleva così i terzi film delle saghe, basti pensare a Lo squalo 3 o Amityville 3D. Poi c'è da segnalare il fatto che il nome dell'invincibile protagonista non viene mai dettoo, eppure sappiamo che si tratta di lui; diventano ancora più evidenti i motivi che spingono il matto ritardato e silenzioso zombie (perché in buona sostanza di questo si tratta) ad uccidere: non c'è solamente un movente sessuale o morale. Anche chi non tromba o non si droga come il puro sfigato impacciato e ciccione Shelly (Larry Zerner) cade vittima del mostro. Jason uccide chiunque, anche i tre bulli che inseguono il gruppo, uccide perché non può, e non sa, fare altro.
Uscito in America il 13 agosto 1982 ottiene un buon successo decretato dai 36 milioni di dollari di incasso. L'anno successivo gli autori e produttori decidono di concludere la serie alla grande con quello che anche nel titolo doveva essere il capitolo finale. Come sappiamo le cose andranno diversamente.

Nessun commento

Powered by Blogger.