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Ted - RECENSIONE

In Ted il mondo di Seth MacFarlane c'è tutto: il suo amore per le situazioni impossibili (cani e pesci che parlano metafore comunque di un qualcosa niente affatto superficiale), così come la sua passione per le citazioni pop e soprattutto il suo umorismo a 360° capace di parlare e sbeffeggiare politica, handicap fisici, razze ed etnie, che non si ferma davanti a niente, sesso e scoregge, di tutto e di più in una altalena di alti e bassi che hanno reso i Griffin, American Dad e The Cleveland Show l'alternativa agli stramorti Simpson.

Il problema, perché nella resa di Ted c'è un però, sta nel diverso linguaggio che esiste tra una puntata da 20 minuti e un film di 1 ora e 40. Differenza che in Ted non viene presa in considerazione col risultato che in particolare quando il film si fa serio il calo di ritmo diventa evidente e interminabile. Sono i momenti della crisi tra John (Mark Wahlberg) e la sua paziente fidanzata Lori (Mila Kunis) e il conseguente esame di coscienza di lui che corre poi a riparare. Non sto parlando del buonismo che qui e là fa capolino emergendo dal politicamente scorretto, del finale che accontenta tutti i personaggi e tutti gli spettatori, parliamo dell'utilizzo delle stesse regole drammaturgiche quando se ne dovrebbero usare due diverse. In questo passaggio, MacFarlane, a differenza del Peter Pan John, non dimostra ancora la maturità sufficiente per il passaggio dall'adolescenza dei corti cartoni tv al mondo adulto del lungo cinema. Spero ci riprovi con il sequel già annunciato.

Inviaci la recensione sul film Ted di Seth MacFarlane.



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