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The last stand (Kim Jee-Woon)

Ricordate il poliziotto acciaccato e mezzo sordo interpretato da Stallone nel film Cop Land e soprattutto quello ancora più vecchio e disilluso di Non è un paese per vecchi che aveva il volto di Tommy Lee Jones? In The Last Stand: l'ultima sfida siamo da quelle parti con le dovute differenze e similitudini. Partiamo da quest'ultime: rispetto al film dei Coen ci sono altre analogie, ad esempio l'ambientazione vicina al confine tra USA e Messico, e il fatto che a scatenare le violenze sia un cartello della droga. Ma c'è anche una grossa differenza, sostanziale direi, ed è che in TLS -al contrario della storia di Cormac McCarthy- c'è un lieto fine. Lì infatti lo sceriffo Bell usciva vivo senza però essere riuscito a fermare la scia di sangue dello psicopatico Chigurh. In The Last Stand cambia lo sceriffo e cambia la musica: Ray Owens/Arnold Schwarzenegger anche se non più giovane riesce a fare letteralmente il culo allo spacciatore psicopatico Cortez (Eduardo Noriega già visto nei primi film di Amenábar) e ai suoi sanguinari scagnozzi (Peter Stormare). Spacca tutto e tutti riuscendo dove il presuntuoso FBI (Forest Whitaker) aveva fallito. Perché è un prodotto hollywoodiano, il primo del coreano Kim Jee-Woon regista di Two sisters e del pirotecnico remake Il buono, il matto e il cattivo. E visto il nome qualche buona sequenza d'azione (ma non solo) c'è, come è azzeccata anche la scelta di alcune morti esageratamente sanguinolente con corpi che esplodono letteralmente finendo un po' dappertutto. Un connubio tra ironia, azione e violenza che non è nuovo nel cinema dell'attore austriaco. Eppure si ha l'impressione che Jee-Woon non abbia dato il meglio di sé. Forse per via delle difficoltà di comunicazione, dato che non parla inglese e che ha preferito alle traduzioni simultanee messe a disposizione dalla produzione mimare le scene che gli attori dovevano interpretare. Forse perché, soprattutto oggi, ad Hollywood puoi essere chi ti pare ma -specialmente se vieni da fuori- difficilmente avrai la libertà che vorresti. Quello di Kim Jee-Woon, per forza di cose, resta comunque uno sguardo diverso riscontrabile in una tutto sommato originale unione tra western e poliziesco. Peccato il non aver osato di più, perché in certi frangenti della pellicola Schwarzy fa quasi tenerezza e vederlo un po' più perdente avrebbe giovato al risultato finale mentre invece, come da copione (scritto dall'esordiente Andrew Knauer e revisionato dagli esperti Jeffrey Nachmanoff e George Nolfi), di cazzotti o di pallettoni gliene arrivano pochissimi e tutti concentrati nel finale. The Last Stand resta comunque un buon prodotto che fa ben rientrare in campo l'ex governatore della California dopo i due cammei de I Mercenari.







The Last Stand - L'ultima sfida
titolo originale: The Last Stand
2013
Regia: Kim Jee-Woon
Produzione: Di Bonaventura Pictures
Personaggi e interpreti: Sceriffo Ray Owens (Arnold Schwarzenegger), Gabriel Cortez (Eduardo Noriega), Agente Bannister (Forest Whitaker), Burrell (Peter Stormare), Mike Figuerola (Luis Guzmán), Lewis Dinkum (Johnny Knoxville), Sarah Torrance (Jaimie Alexander), Agente Ellen Richards (Genesis Rodriguez), bifolco della fattoria (Harry Dean Stanton)
Sceneggiatura: Andrew Knauer, Jeffrey Nachmanoff, George Nolfi
Fotografia: Ji-Yong Kim
Scenografie: Franco-Giacomo Carbone
Costumi: Michele Michel
Montaggio: Steven Kemper
Musiche: Mowg

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