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[RECENSIONE] Hitchcock

Al di là delle numerose licenze che si allontanano dalla realtà dei fatti, uno dei punti cardine del biopic Hitchcock, che racconta la lavorazione di Psycho, resta la sfida del regista, la sua volontà di andare oltre e di non ripetersi.
A sessant'anni suonati Hitch decide di cambiare tutto, di cambiare addirittura genere. Prende un romanzaccio di Robert Bloch che si ispira agli omicidi del serial killer Ed Gein quindi intriso di necrofilia, complesso di Edipo, tassidermia, malato voyerismo, travestitismo e, ovviamente, di morti violente, e decide che quello sarà il suo prossimo film. Non più un altro film in cui il protagonista è accusato ingiustamente di qualcosa che non ha fatto e che alla fine riesce a far trionfare la giustizia, ma la morte della star quando meno te la aspetti, neanche a metà film. Lui, Hitch, al progetto ci crede, la Paramount meno: troppi temi scabrosi, audaci e tabù per il pubblico dei primi anni '60, ma lui ci crede a tal punto che il film se lo autofinanzia.
I sacrifici, le crisi con la moglie Alma, lo stress, alla fine diventeranno acqua passata e saranno ricompensati dalle urla degli spettatori alla première del film durante la celebre sequenza della doccia, grida di terrore che il regista osserva, o meglio spia compiaciuto e divertito, da dietro la porta della sala cinematografica.

Per Sacha Gervasi questo è il primo lungometraggio di fiction dopo il documentario sul mondo dell'heavy metal di Anvil: The Story of Anvil.






Hitchcock
2012
Regia: Sacha Gervasi
Produzione: Fox Searchlight Pictures, Cold Spring Pictures, The Montecito Picture Company
Personaggi e interpreti: Alfred Hitchcock (Anthony Hopkins), Alma Reville (Helen Mirren), Janet Leigh (Scarlett Johansson) Vera Miles (Jessica Biel), Anthony Perkins (James D'Arcy), Joseph Stefano (Ralph Macchio), Whitfield Cock (Danny Huston), Peggy Robertson (Toni Collette), Lew Wasserman (Michael Stuhlbarg), Ed Gein (Michael Wincott)
Sceneggiatura: John J. McLaughlin (dal libro di Stephen Rebello)
Fotografia: Jeff Cronenweth
Scenografie: Judy Beker
Costumi: Julie Weiss
Special Makeup effects: Howard Berger, Greg Nicotero
Montaggio: Pamela Martin
Musiche: Danny Elfman

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