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Sinister (Scott Derrickson)

Ellison Oswalt è uno scrittore di inchieste di cronaca -molto- nera che si trasferisce con la sua famiglia in una nuova casa per scrivere il suo prossimo libro. In quella casa tempo addietro sono stati commessi degli omicidi: un'intera famiglia veniva uccisa, una membro però viene risparmiato e scompare. Ellison sa questo ma non ne parla con nessuno dei suoi famigliari. Inizia un'indagine aiutato anche da un vice sceriffo e scopre che il delitto avvenuto in quella casa, in realtà sull'albero fuori casa, è collegato con altri delitti avvenuti in periodi lontani tra loro anche di venti anni. Poco importa comunque che lo scrittore non dica niente ai suoi famigliari sulle cose che ha scoperto, se ne accorgeranno presto da soli (soprattutto la moglie Tracy che infatti sclera). Ma Ellison è troppo preso dalle sue ricerche e scopre alcune analogie ad esempio che in ognuno di quegli omicidi ai danni di una famiglia una persona della stessa non veniva uccisa e spariva nel nulla. Chi ha ucciso quelle famiglie? Dove sono finite le persone scampate al massacro e scomparse nel nulla? La risposta probabilmente sta nei super 8 degli omicidi che Ellison trova in casa e in cui compare una fugace e spaventosa figura.

Per parlare di Sinister forse è il caso di riprendere il discorso iniziato a proposito del film La Madre. Sinister, che Scott Derrickson dirige, co-sceneggia e co-produce, ha un approccio con la paura simile a quello del film di Muschietti. Quando si parla di casa stregate, e non hai intenzione di fare una parodia, vuoi o non vuoi sei un po' obbligato a mostrare poco. Per spaventare si ricorre a stratagemmi che coinvolgono ogni aspetto tecnico del film (lo diceva anche Hitchcock a proposito di Psycho). Fotografia (fuori fuoco, movimenti di macchina eccetera), musica, sonoro giocano ruoli decisivi in questo senso. Per un regista costruire delle scena che mettano paura dovrebbe essere il massimo della figata. Perché, volendo, puoi sbizzarrirti. Scene di pura paura a parte il film (qualsiasi sia il suo genere) però è fatto anche, se non soprattutto, da una storia che va avanti. Il problema è che spesso più la storia va avanti e più diventa scema, lo dico meglio, la spiegazione degli eventi inspiegabili il più delle volte lascia a desiderare. Questa se non altro ha il pregio di non spiegare un bel niente ma ti dice chiaro e tondo sequel tra un anno massimo due. Se a questo sommi la necessità di mostrare (sempre verso la fine) più chiaramente l'uomo nero, il fantasma o chicchessia, alla fine anche di Sinister rimangono solo un paio di salti dalla sedia e niente più. Anche qui vale il discorso di La Madre. Finché Mr. Boogie rimaneva un qualcosa di intravisto tra le riprese ritrovate dallo scrittore nella soffitta della nuova casa tutto funzionava bene, doveva solo restare così perché mostrare chiaramente un mostro che dovrebbe essere incorporeo fa svanire la paura.
Sinister a voler essere clementi è un film riuscito a metà, l'ennesima prova che più che spaventare delude gli appassionati.

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Sinister
2012
Regia: Scott Derrickson
Produzione: Alliance Films, IM Global, Blumhouse Productions, Automatik Entertainment, Possessed Pictures
Personaggi e interpreti: Ellison Oswalt (Ethan Hawke), Tracy (Juliet Rilance), Trevor (Michael Hall D'Addario) Ashley (Clare Foley), vice sceriffo (James Ransone), sceriffo (Fred Dalton Thompson), professor Jonas (Vincent D'Onofrio)
Sceneggiatura: Scott Derrickson, C. Robert Cargill
Fotografia: Christopher Norr
Scenografie: David Brisbin
Costumi: Abby O'Sullivan
Montaggio: Frédéric Thoraval
Musiche: Christopher Young

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