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Akira - RECENSIONE


Akira è il folle film che forse per primo ha aperto gli occhi del mondo occidentale sull'animazione giapponese.

Niente animaletti carucci e parlanti, nessun finale in cui tutti vissero felici e contenti. Anche qui la fantasia abbonda ma per raccontare una storia in cui l'uomo soffre per davvero, magari prima di morire, accasciato nel sangue, e in generale accadono cose strane o poco rassicuranti.

Nel 2019 l'umanità si lecca le ferite dovute alla terza guerra mondiale. Nella nuova Tokyo (come altrove, immaginiamo) regna il caos, nessun governo dura a sufficienza, la popolazione è a un passo dalla rivolta e l'unica cosa che potrebbe salvare l'uomo è l'avvento di una divinità chiamata Akira. Bande di giovani motociclisti si fanno la guerra di notte. In una di queste c'è il nostro protagonista: si chiama Tetsuo ed è il più giovane della sua gang. Durante una lotta con i rivali Clowns cade dalla moto e viene rapito da un'organizzazione che sperimenta su di lui una roba (il progetto Akira) che potenzia all'inverosimile le sue capacità mentali rendendole incontrollabili. Lui, che fino ad allora si era sempre considerato l'ultimo, ci prende gusto: scappa dalla clinica segreta e inizia a dare di matto per le strade di Tokyo usando i suoi superpoteri mentali (praticamente illimitati tra telecinesi, capacità di volare, di uccidere con il pensiero e altre cose) per sfogare la sua frustrazione e per venire a capo su cosa sia realmente il progetto Akira che lo vede coinvolto in prima persona. Il suo amico e mentore Kaneda cercherà di ritrovarlo per farlo ragionare.

Akira è una profezia che tutti aspettano da tempo, una profezia ambigua, come parecchie profezie. Perché dice tutto e niente. Akira è l'unica soluzione al caos, è una ripartenza. Come sarà questa ripartenza lo deve decidere Tetsuo, o qualcuno per lui perché anche qui in effetti ci troviamo di fronte a quel confine sottile tra cospirazione e libero arbitrio, tra scelte infinitesimali che possono cambiare il mondo, in quello spazio che separa la paranoia dalla follia.


Akira nasce come fumetto, pensato e realizzato da Katsuhiro Otomo che è regista anche dell'adattamento cinematografico che quest'anno festeggia il 25esimo compleanno. C'è un pizzico di Blade Runner nel concept ma è soprattutto il movimento cyberpunk la principale fonte di ispirazione. Corpi che mutano, menti che diventano folli, condizionati dalla tecnologia e da una sorta di religione in qualche modo connessa ad essa. Il tutto con uno sguardo allucinato, pazzo, che rende possibile l'impossibile e annienta il mondo e i suoi abitanti.

Akira fa scuola da subito. Un anno dopo Shinya Tsukamoto con Tetsuo riprende in qualche modo alcune tematiche del film.



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