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Bloodline (Edo Tagliavini)

Mi rendo conto che fare un film è difficile. A partire dal reperimento dei soldi. Se si parla di un horror poi il discorso, sulla realizzazione, si complica ancora di più. Perché la grammatica di un horror non è così semplice come si può pensare. Qui più che altrove la fotografia, il montaggio, gli effetti speciali (se ci sono), insomma i pezzi del film, come diceva Hitchcock, sono fondamentali per raggiungere l'obiettivo dello spavento e dell'angoscia. Spaventare è difficile, costruire storie e scene spaventose, appassionanti, è un'impresa. Bisogna conoscere la tecnica a fondo, anche se vediamo un buon POV non dobbiamo credere che sia stato realizzato con facilità, anche lì c'è stato un lavoro preparatorio certosino.
Tutto questo tu che visiti questo sito sapendo i suoi argomenti, ovviamente, lo sai, tu che sei capitato per sbaglio forse no.
Tutto questo per parlare di Bloodline, primo film del campione di skate Edo Tagliavini.


La storia del film è piuttosto semplice, almeno fino a un certo punto.
Un cameramen e una giornalista vengono inviati sul set di un porno per realizzare un making of.
La ragazza ha perso la sorella gemella quindici anni prima, proprio dalle parti in cui si gira il film, per mano di uno psicopatico che si faceva chiamare "il chirurgo". I membri della troupe, ovviamente, iniziano a morire per mano del chirurgo niente affatto morto impiccato come si credeva. Nel frattempo Sandra inizia a vedere il fantasma della sorellina.
Il guaio per chi resta è che i morti ammazzati tornano presto in vita veloci e aggressivi, sembrerebbe, per aiutare il chirurgo ad accoppare tutti prima, forse resuscitati dal rancore della sorella fantasma. Quello che non funziona in Bloodline è la narrazione: non tanto di queste parti assurde, che trovandoci in un horror siamo disposti ad accettare, anzi le pretendiamo, ma delle parti normali. Ad esempio, gli inseguimenti del mostro nei vari ambienti (compreso un labirinto di siepi di shininghiana memoria) non coinvolgono. Tagliavini lì sbaglia musiche, montaggio, tipo di inquadrature. Tutto? Tutto. Le parti assurde poi vengono raccontate in modo approssimativo, arronzato. Nel finale poi, quando tutto ci viene spiegato, viene voglia di gridare sooooooola o peggio di ridere per la recitazione dell'attore ma sarebbe ingiusto perché comunque gli sforzi di Edo Tagliavini si vedono e vanno riconosciuti. Dalla scelta di realizzare il film in 3D (prima dei Manetti e di Argento, credo), passando per gli effetti speciali di makeup di Sergio Stivaletti che fanno la loro porca figura anche quando il budget è risicato, fino ad alcune immagini del fantasma della piccola Giulia effettivamente spaventose e suggestive. Insisti Edo.

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Bloodline
regia: Edo Tagliavini
soggetto: Virgilio Olivari
sceneggiatura: Edo Tagliavini, Taiyo Yamanuchi, Mario Calamita
case di produzione: Opencinema
produttori: Mario Calamita, Virgilio Olivari
personaggi e interpreti: Sandra (Francesca Faiella), Tony (Virgilio Olivari), Marco (Marco Benevento), Samantha (Alessandra Aulicino), Giulia/Sandra (Monica Citarda), Victoria (Valentina Del Rio), Madre (Roberta Fossile), Riccardo (Francesco Malcom), Jerry (Francesco Mastrorilli), Luana (Elena Ravaioli), Klaus (Paolo Ricci), Gianni (Fabio Ricciuto), Ch6ristian (Bruno Valente)
fotografia: Marina Kissopoulos
makeup effects: Sergio Stivaletti, David Bracci
visual effects: Mario Calamita, Giuseppe Tagliavini
montaggio: Lorenzo Loi
musiche: Claudio Simonetti

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