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The Human Centipede - RECENSIONE

Il caro vecchio scienziato pazzo, mosso da un insano ego che lo fa credere dio sceso in terra e non da qualche cosa di nobile come può essere curare o riportare in vita qualcuno che si ama. Il dottore in pensione Heiter è un fuori di testa punto e basta. Ex chirurgo famoso per le sue separazioni di gemelli siamesi, da un po' di tempo lavora sodo per ottenere esattamente il contrario: unire più persone, fregandosene delle conseguenze, per vedere, e neanche di nascosto, l'effetto che fa. Chi gli capita sotto tiro sono due turiste americane colpite dalla sfiga come succede sempre in questi casi. Sono in vacanza in Germania, vogliono divertirsi e invece si perdono per strada, bucano una gomma dell'auto poco prima che inizi a piovere di brutto. Vagano in un bosco alla ricerca di aiuto e, ovviamente, finiscono per trovare la casa del pazzo chirurgo. Nel suo folle esperimento medico saranno unite con un giapponese incazzatissimo.
Che Heiter sia un fuso totale lo dimostrano i disegni che mostra ai tre sventurati per spiegargli quello che sta per fare. Sono disegni infantili eppure espliciti. Mai più posizione eretta per loro: i tre diventeranno un centopiedi umano, i loro corpi si uniranno in uno solo costretto a camminare a gattoni, come il cane siamese da lui creato che gli è morto da poco. Saranno uniti cucendo le bocche con gli ani in modo che quello che caga il primo sarà ingerito dal secondo che a sua volta digerirà il tutto per defecarlo in bocca al terzo. I tre chiaramente non ci stanno ma la determinazione del pazzo scienziato avrà la meglio. Il medico squilibrato opera i tre. In testa c'è il giapponese, dietro le due americane oramai mute.



Chi, dopo tutta questa premessa si aspetta di vedere chissà che (sangue, sbudellamenti a iosa) rimarrà deluso. L'olandese Tom Six, regista e sceneggiatore di The Human Centipede preferisce, forse anche per questioni legate al budget, mostrare poco. Salta quasi del tutto la parte legata all'intervento chirurgico, e anche dopo non si sofferma sui dettagli anatomici che copre con delle garze, quello su cui insiste è la violenza psicologica. Sono i dolorosi esercizi riabilitativi, in cui il dolore si manifesta con mugugni silenziosi ed espressioni sofferenti, è la condizione di prigionieri dei tre costretti a impiegare un'eternità per spostarsi di pochi metri, prigionieri anche quando Heiter li porta nel giardino di casa, fregandosene, tra l'altro, che qualcuno potrebbe passare di lì e vedere tutto, è l'incomunicabilità dei tre che provoca disagio nello spettatore, con il giapponese (Akihiro Kitamura) che parla quasi solo nella sua lingua e le due ragazze americane dietro di lui oramai mute che faticano a capirlo e a comunicarci. Sono delle semplici trovate, vecchie quanto il cinema, a tenerci col fiato sospeso. Come quando il personaggio di Lindsay (Ashley C. Williams) approfittando dell'assenza del sequestratore sciroccato (Dieter  Laser) cerca di fuggire e di salvare l'amica Jenny (Ashlynn Yennie) ma calpesta una bacinella di metallo facendo un baccano del diavolo.
The Human Centipede per questa sua scelta stilistica di suggerire piuttosto che mostrare centra l'obiettivo di creare disagio e di restare ancora inedito in Italia. Molto fa anche l'atmosfera malata, pessimista e giocata sui contrasti che si respira per tutta la durata della storia. Heiter, che Dieter Laser interpreta calcando parecchio la mano, è dotato di una forza fisica e di volontà fuori dal comune, un pazzo che lotta fino all'ultimo secondo per portare avanti il suo folle disegno, così determinato da fermare chiunque ostacoli i suoi piani.
Alla fine del film si ha una sensazione di sconfitta, solitudine e disperazione perché gli eroi questa volta falliscono e la giustizia (divina, giuridica) si fa da parte.



I quattro protagonisti del film The Human Centipede.






The Human Centipede
2009
Regia: Tom Six
Produzione: Six Entertainment
Personaggi e interpreti: Dr. Heiter (Dieter Laser), Lindsay (Ashley C. Williams), Jenny (Ashlynn Yennie), Katsuro (Akihiro Kitamura), Kranz (Andreas Leupold), Voller (Peter Blankenstein), automobilista pervertito (Bernd Kostrau), camionista (Rene de Wit)
Sceneggiatura: Tom Six
Fotografia: Goof do Koning
Special makeup effects: Erik Hillenbrik
Musiche: Patrick Savage, Holeg Spies

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