Header Ads

Stoker (Park Chan-Wook)

Stoker è tutta una serie di conferme.
La prima è la più scontata: Park Chan-Wook è davvero un grande del cinema.
Seconda considerazione, banale anche questa: mai avere pregiudizi perché anche i palestrati attori come Wentworth Miller (protagonista della serie tv Prison Break) sanno scrivere buone sceneggiature.
Che una frase identica detta in due film coevi (l'altro è Killer in viaggio) significa un mucchio di cose.

Raccontare la storia di Stoker è inutile, basta e avanzano gli accenni dei post precedenti, è inutile parlarne anche perché si danneggia un film altrimenti suggestivo, visivo e a tratti visionario.
Non si può semplicemente parlare della vita di una mamma (Nicole Kidman) e una figlia (Mia Wasikowska) in lutto che l'arrivo del misterioso zio Charlie (Matthew Goode) scombussolerà. Troppo riduttivo. Anche perché le turbolenze che Charlie crea sono piuttosto complesse, perché sono i tre personaggi ad essere complicati e il loro incontro, chiaramente, non può portare a nulla di buono. Ben presto tra i tre si crea un rapporto morboso, un vero triangolo lasciato però in qualche modo aperto (con Charlie che interagisce con le due donne in separate sedi) e destinato a chiudersi solo nel drammatico finale.
Così come non si può semplicemente parlare di rimandi con il film di Hitchcock L'ombra del dubbio. Perché lì il rapporto tra la piccola Charlie (Teresa Wright) e il suo omonimo zio (Joseph Cotten) è all'opposto rispetto a quello di Stoker. India all'inizio non interagisce per niente con lo zio, lo teme, lo evita, man mano però si farà risucchiare dal suo fascino che poi è quello della violenza. L'altra Charlie invece inizialmente resta affascinata dallo zio, poi, quando in lei si insinua sempre più il sospetto che sia lui il responsabile di certi omicidi, cambia atteggiamento. Insomma: completamente un altro film.


Di Stoker lascia a bocca aperta praticamente ogni singola inquadratura, ogni idea visiva del regista come il montaggio analogico con i capelli della Kidman che diventano la vegetazione in cui India e suo padre andavano a cacciare. O le scatole delle scarpe messe in sequenza decrescente a circondare il corpo della giovane distesa sul letto.

Mia Wasikowska in una scena del film Stoker di Park Chan-Wook.

Stoker è il classico film che qualsiasi cosa tu dica lo sminuisci. Racconta di una crescita e di una follia, dunque della crescita della follia, è un racconto nero su una famiglia disfunzionale, sui danni che a volte le parentele creano più di certe amicizie sbagliate, perché come dice il detto gli amici te li scegli ma i parenti no.
E veniamo alla fine alla frase, al concetto sulla famiglia che troviamo sia qui che in Killer in Viaggio.
All'inizio del film di Ben Wheatley Tina (Alice Lowe) dice a sua madre che si lamentava di non avere più amici:
-Ma come hai me, io e te siamo amiche.-
Al che la madre le risponde:
-Ma che amica, tu sei solo una parente.-
In Stoker Charlie dice alla freddissima India che vuole solo diventare suo amico, la ragazza gli risponde la stessa cosa:
-Non abbiamo bisogno di essere amici: siamo parenti-
Cosa può significare questa coincidenza? Niente complotti per carità solo cose belle, per esempio che certe idee girano, sono nell'aria dappertutto, c'è chi le capta e chi no.

Parentesi gigantesche a parte Stoker è una crudele storia di formazione, il classico metaforico viaggio formativo verso qualcos'altro, l'uscita dal bozzolo, un viaggio di sola andata verso la piena consapevolezza di sé.
E mentre India/Wasikowska cresce Park Chan-Wook si conferma.

Invia la tua recensione sul film Stoker di Park Chan-Wook.




Stoker
2013
Regia: Park Chan-Wook
Produzione: Fox Searchlight Pictures, Scott Free Productions, Indian Paintbrush
Personaggi e interpreti: India Stoker (Mia Wasikowska), Evelyn Stoker (Nicole Kidman), Charles (Matthew Goode), Richard Stoker (Dermot Mulroney)
Sceneggiatura: Wentworth Miller
Fotografia: Chung-Hoon Chung
Scenografie: Thérèse DePrez, Leslie Morales
Costumi: Kurt and Bart
Special Makeup effects: Meredith Johns
Montaggio: Nicolas De Toth
Musiche: Clint Mansell
Sound designer: John Morris, Chuck Michael


Nessun commento

Powered by Blogger.