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[RECENSIONE] Pacific Rim

L'idea degli ultimi che saranno i primi funziona sempre non c'è che dire. Soprattutto a cinema, in particolare in quello americano. A Hollywood questo concetto piace parecchio, basta aver presente film come Rocky, perché gli dà modo di parlare del sogno americano che si realizza. In Pacific Rim il riscatto arriva puntuale, certo, occorrerà tribolare per ottenerlo ma alla fine anche qui tutto finirà per il meglio.

I kaiju sono mostri spaziali usciti fuori da una porta situata in fondo all'oceano pacifico. Simili ai dinosauri, anzi poi si scopre che sono gli stessi dinosauri che abitavano la terra nel giurassico, iniziano a distruggere di tutto, comprese città intere.
All'inizio bastavano gli aerei militari per ucciderli, ma i mostri ben presto reagiscono facendo uscire altri mostri più pericolosi. E inizia così la guerra tra robot guidati al loro interno da due piloti e i kaiju. Anche qui inizialmente si vince ma i kaiju, in continua evoluzione, ben presto capiscono come combattere i jaeger e per l'uomo si rimette male anzi peggio. Rimasti quasi a secco di robot e di soldi all'umanità non resta che affidarsi a due individui dal passato drammatico, due solitari, due che non gli daresti una lira a vederli ma che invece sotto sotto. Insomma: gli ultimi saranno i primi (da ringraziare perché saranno loro a salvarci) senza però dover sacrificare la vita, anzi uccidendo a più non posso. Quelli che in tutte le altre occasioni avrebbero mosso le pedine si ritrovano a doversi sacrificare per far sì che siano gli sfigati a portare a termine la missione.


Sarà sicuramente per il mio modo di pensare le cose, la vita, ma Pacific Rim non è che mi abbia fatto impazzire. Tecnicamente è un film perfetto, da quel punto di vista non ho niente da ridire, quello che invece gli manca sul piano dei contenuti è quel pizzico di pessimismo in più che non avrebbe guastato (almeno il mio gusto). Parlo di coinvolgenti scene drammatiche, liriche, come quelle che hanno per protagonista Mori da bambina. Il film invece (da blockbuster consumato) preme più che altro i tasti della commedia e della pura action, proprio per non ammorbare troppo lo spettatore. Eppure dopo Pacific Rim qualcosa mi lascia ancora gridare che un altro mondo, e dunque un altro cinema, è possibile. Senza nulla togliere intenzionalmente all'intrattenimento puro, si poteva per esempio approfondire (un po') di più il rapporto conflittuale tra Herc e Chuck in modo da rendere ancora più drammatica la scena sacrificale sott'acqua. Si arriva lo stesso allo scopo ma per il rotto della cuffia, grazie al minimo necessario e senza sforzi (la musica in questi casi aiuta tantissimo), ci si affaccia solamente nel dramma senza però avere il coraggio di attraversare quel confine che fa scendere le lacrime. Spingendosi un po' più in là sono quasi sicuro che Guillermo del Toro avrebbe fatto un mezzo capolavoro, Pacific Rim resta invece un film furbata di poco superiore alla media. Il che però è già un piccolo miracolo.



Pacific Rim
2013
Regia: Guillermo del Toro
Produzione: Warner Bros., Legendary Pictures
Personaggi e interpreti: Raleigh Becket (Charlie Hunnam), Mako Mori (Rinko Kikuchi), Pentecost (Idris Elba), Herc Hansen (Max Martini), Chuck Hansen (Robert Kazinsky), Dr. Newton Geiszler (Charlie Day), Gotlieb (Burn Gorman), Hannibal Chau (Ron Perlman) Mako Mori bambina (Mana Ashida)
Soggetto: Travis Beacham
Sceneggiatura: Travis Beacham, Guillermo del Toro
Fotografia: Guillermo Navarro
Scenografie: Andrew Neskoromny, Carol Spier
Montaggio: Peter Amundson, John Gilroy
Musiche: Ramin Djawadi

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