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World War Z - RECENSIONE (1)

Non c'è molto da dire a proposito di World War Z. Nonostante le sfighe, perché il mondo è improvvisamente preda degli zombie, perché per Brad Pitt trovare la soluzione sarà più arduo del solito, tutto si risolverà. E non poteva essere altrimenti visto che si tratta di una grossa, grossissima, produzione hollywoodiana. Una produzione ricca di inciampi e di falsi retroscena come quello degli attriti, se non addirittura dell'odio, tra Pitt e il regista Marc Forster, chiacchiere che avevano lo scopo di iniziare da subito la campagna pubblicitaria ma soprattutto di puntare l'attenzione altrove per distrarre lo spettatore dallo scempio che già da allora risultava, a loro che il film lo stavano realizzando, evidente. Da questo punto di vista (a guardare gli incassi mondiali) tutto ha funzionato perfettamente e non poteva che finire così sia fuori che dentro il film dove al protagonista tocca scegliere se proteggere i suoi o aiutare tutti.
La vera minaccia semmai è rappresentata proprio dal ricatto dei suoi ex colleghi, perché o li aiuta a trovare una soluzione all'epidemia zombie o rispediscono i suoi cari nella merda. Gli zombi corrono come oramai siamo abituati a vedere dopo Boyle, Snyder e compagnia bella ma non fanno mai veramente paura, primo perché superano tanto, pure troppo, le leggi della logica, secondo motivo è che quando li vediamo chiaramente, nella scena di Pitt rinchiuso nel laboratorio di virus letali, non può che scapparci una risata.
Tutto è inoffensivo, assolutamente non pauroso e pensato per le famiglie. Lo stesso Pitt ha dichiarato, ed è una cosa risaputa, di aver fatto il film per farlo vedere ai suoi figli. E allora per favore non chiamiamolo horror.

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