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[RECENSIONE] La fine del mondo

A conclusione della trilogia del cornetto la cosa che balza agli occhi sono le due strade che si sono formate man mano, due sentieri che se fino a un certo punto sembravano procedere vicini e paralleli con La fine del mondo sembrano aver preso due direzioni che allontanano i diversi film sempre più. Mi spiego meglio. I personaggi e le storie della trilogia sono sempre quelli, con le dovute (e ci mancherebbe altro) differenti sfumature: persone normali, più o meno normali, catapultate all'improvviso in circostanze straordinarie. A parte il caso del poliziotto tutto d'un pezzo di Hot Fuzz, si tratta sempre di personaggi poco tagliati per il ruolo dell'eroe che spacca i culi, capiscono solo che questa è la loro occasione per riscattarsi. Doveva arrivare una invasione di zombie o di alieni che ci sostituiscono a dei robot identici per far capire capire loro questo.
Con La fine del mondo il percorso intrapreso dai nostri eroi è più caciarone del solito. Le lotte con gli androidi alieni sono continue e alla lunga rompono un po' le palle (la prima, quella nel bagno non finiva più, ok che serviva anche, se non soprattutto, a farci vedere le diverse reazioni dei cinque amici però non finiva più lo stesso). Quelle di Hot Fuzz erano altrettanto esasperate però funzionavano di più: forse perché le pistole, le armi da fuoco, appartengono a un genere di scontro più vicino al regista Edgar Wright rispetto alle lotte corpo a corpo utilizzate nel nuovo film. Dovrei rivedere Scott Pilgrim (realizzato da Wright senza i due attori feticcio Pegg-Frost) per capire la portata del mio delirio. Ma da qualche parte ho letto anche che Wright non faceva un film da 7 anni, per cui...

Il film poi sembra soffrire in certi punti di un doppiaggio inadeguato a tradurre lo slang e i doppi sensi inglesi, ma questo è un problema che non possiamo assolutamente attribuire alla sceneggiatura di Simon Pegg e Wright. La trilogia del Cornetto (a proposito, lo avete individuato?) si conclude con la presa di coscienza che la razza umana non è ancora matura. Il momento di crescere ancora non è arrivato per noi. Da una parte questo atteggiamento ci libera da alcune schiavitù, da un'altra però ci condanna ad una vita limitata. Tra le due cose Wright e Penn, ai due dobbiamo aggiungere il sempre presente Nick Frost, preferiscono comunque vedere il bicchiere mezzo pieno elogiando l'ottimismo dell'eterno fanciullo.
Adesso tocca solo aspettare il loro prossimo film insieme, se mai ci sarà, per vedere se mantengono per davvero la capa a festa.

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