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Spike Lee parla di Oldboy (1): «Non chiamatelo remake»

 

Tra poco meno di una settimana (il 5 dicembre) arriverà nelle nostre sale l'Oldboy firmato da Spike Lee.
Qualche giorno fa il sito Bloody-Disgusting ha pubblicato una bella intervista che mi sono preso la briga di tradurre per voi. La chiacchierata con Evan Dickson è incentrata tutta sul suo nuovo film e la proporrò in due parti. Oggi la prima, la seconda prestissimo.
 

Non ho mai parlato con Mr. Park. Insegno alla NYU e lui presentava Stoker mentre io facevo lezione. Comunque lui non parla inglese e io non parlo coreano, abbiamo lavorato con il suo assistente/traduttore per fare in modo di incontrarci ma alla fine non è stato possibile. Comunque ho ricevuto una sua email nella quale diceva che gli era piaciuto il trailer. Non credo che finora abbia visto il film.
Josh (Brolin) lo ha incontrato perché voleva la sua approvazione, prima di iniziare il film. Park gli ha dato il suo beneplacito ma di è raccomandato dicendogli di non provare a rifare quello fatto da lui e di fare il nostro film.
Amo Gus Van Sant, è un grande regista ma non riesco a capire perché abbia fatto così il suo Psycho. Ecco perché preferisco il termine reinterpretazione invece di remake. Reinterpretare il film è stato per me e Josh una sfida. Non avevo mai fatto niente di simile prima, e poi i  fans del film coreano non volevano questo da noi, sarebbe stata un'eresia e un sacrilegio come se avessimo fatto porcate con le loro mamme.
La gente dimentica sempre che questa è la terza versione della storia. La prima è stata il manga, la seconda il film coreano e adesso c'è quello americano.

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