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American Hustle - RECENSIONE

Per chi è abituato a vedere Christian Bale nei panni di Batman o Jennifer Lawrence in quelli di Katniss sarebbe il caso di andare al cinema a vedere American Hustle - l'apparenza inganna, l'ultimo film di David O. Russell, lo stesso di Il lato positivo che alla Lawrence ha fruttato il suo primo Oscar.
I due attori interpretano una coppia tenuta su con lo sputo, lui, panzone e pelato, ha una tresca sentimental-lavorativa-truffaldina con un'altra donna (Amy Adams dalle scollature allucinanti) ed è subito costretto a collaborare con le forze dell'ordine (Bradley Cooper) incastrando un sindaco corrotto (Jeremy Renner) per non finire in galera. Lei è fulminata (mina vagante dice il trailer), infantile, scema ma fino a un certo punto.
Ovviamente tutto si complica sempre più, intrecci e dinamiche tra i personaggi e la storia non può che procedere verso un finale che non accontenta tutti personaggi. Perché anche qui, e lo dice anche il sottotitolo italiano del film, l'apparenza inganna, niente è come sembra neanche quello che vedi con i tuoi occhi, tu personaggio o spettatore. Ma gli inganni per lo spettatore sono davvero pochi: la storia in fin dei conti non è così complicata da seguire perché in American Hustle le dinamiche più interessanti si sviluppano a livello psicologico in una variante della suspense di Hitchcock. Anche qui infatti noi spettatori sappiamo cose che non tutti i personaggi sanno, il che rende ancora più divertenti (doppiamente) certe situazioni, approccio questo che dà alla pellicola marcate sfumature da commedia. Occhio però ché non si ride a crepapelle ma in maniera più composta, quasi di nascosto. Il divertimento che questo film sprigiona è più da voyeur o da cinico studioso che gode nell'osservare lo sfacelo delle vite altrui.



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