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[RECENSIONE] After Earth

Premessa: questa recensione non è imparziale. Come potrebbe infatti essere imparziale un appassionato di cinema che esce da una delusione cocente lunga almeno tre film?
After Earth è un film di M. Night Shyamalan, regista del Sesto Senso, di The Village, di Unbreakable e di altri film dal contenuto e dalla forma molto originali, eppure popolari. 
Sofisticati, ma non da renderli film per pochi. 
E allora cosa è successo da un po' di tempo a questa parte? C'è da chiederselo, perché se in After Earth cercate qualcosa di quel M. Night Shyamalan che avete imparato ad amare, beh, non ne troverete neanche un'unghia, come se si fosse seduto su una cassa di dinamite con un cerino in mano.
Mi direte voi: c'erano tracce dei vecchi, geniali film negli ultimi suoi da regista E venne il giorno e L'ultimo dominatore dell'aria? Beh, magari non granché, ma qualche traccia sì. Qualcosa che facesse almeno pensare a un passo falso, a un film nato male, a una produzione problematica... qualcosa che ci dava ancora la speranza di vedere un capolavoro.
E poi invece è arrivato After Earth, un film che non mantiene niente di quello che promette.
La storia non regge nemmeno cinque minuti e scade a volte nel ridicolo, più spesso nell'improbabile e nell'impossibile. Peggio della storia, i dialoghi: superficiali, senza nessun approfondimento dei personaggi che restano semplici fumetti.
A proposito di personaggi, parliamo di Will Smith? ha dimostrato più volte di essere un attore versatile e con una proprio sensibilità, ma in questo ruolo drammatico è sciatto, freddo, sia come Marine duro e irremovibile, sia come padre costretto a guidare il figlio in un mondo infernale senza potergli stare fisicamente accanto. 
E parliamo di suo figlio, ruolo in cui la realtà e la finzione del film coincidono? Beh, diciamo solo che senza cotanto padre non sarebbe sopravvissuto a nessun casting.
Insomma, se dopo gli ultimi due film avevo preso la decisione di prendermi un periodo di riflessione, ora ho deciso: la mia love story con Shyamalan finisce qui.

Stefano Nicoletti

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