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Mario Bava secondo...

Sempre per il centenario della nascita di Mario Bava ecco una piccola raccolta di omaggi da parte di alcuni famosi colleghi/fans.

C'è lo spettro della risata involontaria, un pericolo molto comune nel cinema fantastico. La gente ride dove non dovrebbe. Bava era capace di farla ridere dove doveva. (Joe Dante).

Era un grande plastico, un creatore di forme, una delle persone che ha usato meglio la luce nella storia del cinema mondiale. E si può anche dire che sia colui che ha meglio compreso l'utilizzo del colore. (Christophe Gans).

Mi ricordo quando andai per un intero week-end a una maratona di film horror a Los Angeles. Se si resta a guardare film horror per 48 ore di seguito, alla fine si raggiunge uno stato di semincoscienza. E l'unico film che ricordo di quella esperienza è La maschera del demonio. Era come un sogno, e infatti per Bava i film funzionano esattamente come un sogno. Hanno un rapporto strettissimo col mondo onirico e hanno la capacità di farlo condividere allo spettatore. (Tim Burton).

Non l'ho mai incontrato ma penso che in qualche modo percorressimo lo stesso cammino. Sono stato particolarmente impressionato e probabilmente influenzato dalla sua padronanza della macchina da presa: le angolazioni che supplivano all'angustia del set, il suo lavoro sui chiaroscuri, l'uso della profondità di campo e i contrasti netti tra luce e ombra. (Roger Corman).

Mi ha sempre colpito che nei film di Mario Bava alcuni personaggi si muovessero come se fossero su delle ruote, attraversando la scena con un movimento fluido. Con ogni probabilità erano posizionati su un carrello, o qualcosa del genere. Queste strane figure che passano sullo schermo come fantasmi si riscontrano in molti suoi film. In The blues brothers gli ho reso omaggio, nella scena in cui la suora fluttua all'indietro e chiude la porta dopo aver rampognato Jake ed Elwood. Un'idea puramente alla Mario Bava. (John Landis).


Mario Bava è il mio preferito, perché ti penetra sotto pelle, nell'inconscio, creando immagini brillanti che ti terrorizzano. È un maestro, e io non ho mai visto film come i suoi. Li scoprii nei drive-in quando frequentavo il college negli anni settanta e, anche se poi non li ho più rivisti per una ventina di anni, ricordo che mi colpirono molto. E mi spaventarono per quanto erano belli. (Sam Raimi).

Ho visto Gli orrori del castello di Norimberga in un drive-in nel Tennessee. Era vietato ai minori di 14 anni, io andavo in quinta elementare e non potevo farmi accompagnare dai miei genitori. Allora con un mio coetaneo ce ne andammo in questo drive-in, scavalcammo la rete di recinzione, ci sedemmo per terra, lontani dall'altoparlante e ci gustammo Gli orrori del castello di Norimberga! In sala ho visto Shock, l'ultimo film di Mario Bava. Non potevo crederci, ero così esaltato! (Quentin Tarantino).

Dichiarazioni tratte da Kill Baby Kill - il cinema di Mario Bava, a cura di Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni, Un mondo a parte.

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