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[RECENSIONE] Big Eyes

Con Big Eyes il regista Tim Burton e i due sceneggiatori Scott Alexander e Larry Karaszewski completano in qualche modo il discorso di Ed Wood. Infatti, se il regista di Plan 9 from outer space era inconsapevole di non aver talento ma era mosso da una smisurata passione per il cinema e la narrazione, Walter Keane (Christoph Waltz) invece sa di non saper dipingere ma vorrebbe tanto diventare un pittore famoso. Per raggiungere il suo scopo oltrepassa il limite, inventa un mondo di bugie grazie alle sue innate doti di affabulatore e di farabutto uomo d'affari. Quando fiuta l'occasione arriva addirittura ad impossessarsi della proprietà artistica dei quadri di sua moglie Margaret (Amy Adams), a sostituirsi a lei, costringendola a dipingere di continuo i suoi bambini con gli occhi grandi chiusa in una soffitta, reclusa lì notte e giorno come Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma.
Big Eyes è una storia di inganni e in questo potrebbe riallacciarsi a Man on the moon, un altro film scritto da Alexander e Karaszewski che raccontava la vita dell'attore Andy Kaufman. Kaufman però inventa un mondo di bugie innocuo che prosegue anche con la sua morte mentre gli inganni maligni di Walter vengono alla fine, per fortuna (della protofemminista ribelle Margaret), svelati per porre fine al dramma.
In fin dei conti Walter è il vero protagonista della storia. È un farabutto che però è impossibile odiare al 100%. Soprattutto nella parte finale, in tribunale, quando di fronte alle evidenze la sua recita finisce per sgretolarsi facendo emergere il piccolo insignificante e debole omino. Difficile non provare un minimo di compassione per la sua fine.
È vero: Big Eyes non sembra un film di Tim Burton perché manca la sua caratteristica visionarietà, presente solamente nella scena nel supermercato, ma non mi venite a dire che Alice o Il pianeta delle scimmie erano meglio. La storia vera di Margaret Keane andava raccontata così, in maniera sobria, e la doveva raccontare Burton, estimatore e amico della pittrice da tempi non sospetti. Tutto il resto sono chiacchiere sterili. Punto.

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