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Area 51 - RECENSIONE

La seconda opera, si sa, è sempre attesa al varco con i fucili pronti all'uso e non è quasi mai all'altezza della prima. Da questa regola non si salva Oren Peli il regista del virale Paranormal Activity.

Nel suo nuovo film, Area 51, da tanto tempo annunciato, chiacchierato e atteso, si parla di quattro ragazzi decisi ad intrufolarsi nella famosa Area 51 nel Nevada dove pare, e lo sanno anche i sassi, il governo americano nasconda e studi astronavi ed esseri alieni.
Dopo tutta una (troppo!) lunga prima parte preparatoria, di avvicinamento all'avventura, finalmente riescono ad entrare nel luogo blindato per finire ovviamente molto male. Lo intuiamo dal fatto che ancora una volta Peli usa il found footage, ma da lui (che da quel suo primo fortunato film fino ad oggi, sono passati otto anni, ha prodotto tutta la saga più altri film simili come Cernobyl Diaries o la serie tv The River) cosa altro aspettarsi?
Le scene iniziali dentro l'Area, mentre si aggirano tra sale e corridoi evitando di farsi scoprire dalle persone presenti, sono le più riuscite del film perché riescono a trasmettere adrenalina e ansia. Quando poi si arriva al dunque, con le visite nei laboratori dove si studiano i materiali alieni e la famosa navicella di Roswell e nelle stanze dove gli extraterrestri dormono in dei bozzoli in attesa del momento giusto per nascere, e il gruppo si è oramai diviso, tutto diventa più palloso e meno coinvolgente. Troppo caos, unica nota positiva alcuni tagli invisibili fatti davvero ad arte. La sola scena che si salva è anche l'unica in piena luce. Forse perché quel bianco accecante ricorda alla lontana quello che avvolge il portale alieno della saga di Phantasm, ma questo lo diciamo solo noi perché la citazione sicuramente non c'è. Anzi, l'associazione alieni e luce è vecchia quanto il mondo, stando alle testimoniaze di chi dice di aver avuto a che fare con loro. Forse, se proprio dobbiamo andare alla ricerca di un riferimento citazionista, è volontario quello a Skyline per i corpi rapiti che volano verso il cielo. Ma anche questo, a pensarci un attimo meglio, ci rendiamo conto che fa parte della mitologia legata ai rapimenti alieni.

Comunque sia, nonostante lo abbia rincorso per tanti anni credo che Oren Peli un po' sia rimasto deluso del risultato di Area 51, lo dimostra il fatto che del film non esiste un sito internet ma solo una pagina facebook che come unico link esterno ha la pagina wikipedia, e considerando il budget stimato di 5 milioni di euro (lo dice imdb) due soldi per un sito web ci potevano stare.
Forse Peli come regista ha già esaurito tutto quello che aveva da dire con Paranormal Activity, o forse è il genere POV e found footage ad attraversare un periodo di scarsa creatività. Aspettiamolo ancora fiduciosi per il terzo film, sperando comunque che non ci faccia aspettare altri otto anni per una boiata del genere.

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