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[RECENSIONE] Unfriended

Miracolo! Con Unfriended per una volta dopo anni si usa un archetipo della cultura horror in maniera intelligente. Jason Blum a forza di produrre pellicole sull'argomento finalmente ci ha preso. Altro miracolo! Se poi si pensa anche alla sfida tecnica, ambientare tutto un film nello schermo di un computer senza annoiare, viene quasi da gridare al capolavoro, ma non è questo purtroppo il caso. Forse perché, per la sfida di cui sopra, manca una dose massiccia di linguaggio cinematografico vecchia scuola. Problema mio? Oppure, semplicemente, un pochino ci si annoia e qualcosa magari era meglio tagliare. Vero anche che ci si poteva sforzare di riscrivere in italiano tutte le parole in inglese e non solo quelle principali, problema però tutto della versione italiana. Ma al di là di tutto questo la cosa che più affascina del film è la direzione che la storia presto prende, l'utilizzo intelligente che si fa della figura del fantasma.

Laura Barns muore suicida e i resposabili saranno perseguitati dal suo spettro che li spingerà uno ad uno ad ammazzarsi solo dopo aver confessato il loro coinvolgimento nella tragedia.

Il soliti giovani un po' stronzi e superficiali, alle prime esperienze con la vita, il sesso e le droghe, in questi tempi moderni sono ancora più stronzi e praticano il bullismo telematico. La loro spavalderia è solo apparenza e basta poco per lasciargli confessare ogni loro malefatta. E per poco intenderei un poliziotto e un giudice minorile, se parlassimo del mondo reale. Ma qui non parliamo della vita vera, qui siamo in un film dell'orrore che parla di mondi virtuali.
In Unfriended il ritornante non riemerge dalle acque di un lago né scappa da un manicomio. Qui a vendicarsi è un incorporeo fantasma e il terreno che sceglie e l'altrettanto immateriale mondo di internet utilizzato dai suoi amici per sputtanarla spingendola al suicidio. Una volta capito questo parallelismo, talmente evidente da rischiare di essere invisibile, Unfriended acquista un valore che lo eleva al di sopra della media degli horror blockbuster. Chi sghignazzava in sala, molto giovani a giudicare dalle voci, non ha capito il nesso. E forse questo è il segnale più inquietante e/o il difetto maggiore del film: non è arrivato al cuore dei diretti interessati.

2 commenti:

  1. Inaspettatamente bello ed intelligente. Forse non un capolavoro ma nel marasma di spazzatura horror che viene data in pasto mensilmente al pubblico direi che spicca!

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