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[RECENSIONE] Ted 2

Apriamo con una bella banalità: la comicità cazzona di Seth MacFarlane o la ami o la odi. La sua fissa per i personaggi che parlano e ragionano come se fossero persone pur non essendolo, il cane Brian, il pesce Klaus, non sono una novità e ritorna con il seguito di Ted, l'orsacchiotto vivente sboccato e accannato pessima compagnia per John (Mark Wahlberg).
Questa volta sarà John ad aiutare l'amico di peluche dal momento in cui non viene riconosciuto come persona ma come oggetto/bene dalla legge americana. Insieme a loro si unisce una giovane avvocata (Amanda Seyfried) accannata peggio di loro e alle primissime armi giuridiche ma soprattutto ignorantissima per quello che riguarda la cultura popolare. Non sa nulla di Guerre Stellari, Star Trek, Signore degli anelli, nulla di nulla di cinema popolare, neanche di essere una omonima femminile di Samuel L. Jackson.

Nasceranno situazioni spassose, l'amore scontato tra John e l'avvocata Sam, tornerà Donny (Giovanni Ribisi) sempre più fuori di testa ed intenzionato ad avere Ted, anzi un Ted, tutto per sé.
Rispetto al primo film migliora  il racconto, c'è più omogeneità tra le scene, più continuità e logica, meno situazioni attaccate l'una all'altra senza preoccuparsi troppo del come e del perché.
Ma c'è anche meno comicità. Si ride di meno un po' sicuramente perché Ted 2 è la ripetizione della stessa formula, ma è una comicità poco graffiante anche perché, ad esempio, l'interessante parallelo tra Ted e gli schiavi neri americani è solo abbozzato. La bilancia delle risate pende più dalla parte delle scoregge e delle situazioni becere, una su tutte quella delle provette di sperma, che su quella con una base satirica. Com'è in fin dei conti nello stile dell'autore.
Ted 2 è un sequel nella media, né disastroso ma neanche entusiasmante, resta dunque un prodotto tutto sommato più che accettabile nonostante la parziale delusione, almeno per staccare il cervello per un'oretta e mezza.

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