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[RECENSIONE] The Hallow

Adam e Clare insieme al loro figlioletto in fasce si trasferiscono da Londra in Irlanda a causa del lavoro di lui, studioso di alberi. La gente del posto è superstiziosa e crede ciecamente che nei boschi vivano gli Hallows, delle creature albero antropomorfe. Ma i due civilizzati cittadini del mondo si rifiutano di credere alle solite leggende di paese. Ma i primi fatti strani non tardano a manifestarsi. Inizialmente Adam pensa che a causarli sia il loro vicino di casa fuori di testa Colm (Michael McElhatton) che ritiene gli Hallows responsabili tempo addietro della sparizione/rapimento di sua figlia Cora. Ben presto però gli Hitchens dovranno ricredersi e tentarle tutte per salvare loro figlio dai mostri del bosco.


Alcune cose in The Hallow funzionano piuttosto bene a cominciare dal disfacimento forzato della famiglia protagonista con Adam (Joseph Mawle) che, contagiato dalle spore degli Hallows, inizia a trasformarsi e a far venire sempre più dubbi in sua moglie Clare (Bojana Novakovic). Il regista Corin Hardy si sforza anche di rendere meno banale il classico assedio alla casa che poi diventa una violazione di domicilio. Ma è nella parte finale, con la sfida tra gli Hallows e i coniugi Hitchens nella casa abbandonata e nei boschi, che il film sorprende davvero: quelle immagini sono piuttosto inquietanti.
Insomma, The Hallow prende la sufficienza piena anche per certi rimandi concettuali al cinema del passato come L'invasione degli ultracorpi che aumentano ancora di più il buon risultato del film.
Purtroppo Hardy, qui al suo primo lungometraggio, è stato già ingoiato dalla tremenda macchina californiana e dirigerà a marzo il remake de Il corvo (leggi qui). La speranza per certe cose è già morta da tempo.

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