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[RECENSIONE] Lo Chiamavano Jeeg Robot

Deadpool, l'ho scritto e lo ribadisco, tolte le parolacce e la violenza resta un cinecomix come gli altri. Una americanata come tante altre, con una storia come tante altre. Un compitino facile e furbo.
Il film italiano del momento, Lo chiamavano Jeeg Robot, invece tenta di andare oltre certi cliché.
Banalmente mi riferisco al fatto che la storia è ambientata a Tor Bella Monaca tra borgatari delinquenti, ma parlo soprattutto dell'alternarsi di scene divertenti a momenti decisamente drammatici. Penso alle non banali sfumature che caratterizzano i tre personaggi principali, agli archetipi che essi rappresentano e al loro evolversi durante il film. Parlo dunque di alcuni sviluppi della storia. Della violenza che non è mai divertita ma sempre drammaticamente reale.
Questo ed altro, come le convincenti interpretazioni degli attori, fa di Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti un buon film: qualcosa di anomalo, inaspettato, coraggioso oserei dire. Non è il perfetto capolavoro che molti stanno gridando, ma questa sua volontà di andare oltre il compitino facile facile, questi suoi odori di polvere (anche da sparo) e vernici spry, me lo fanno piacere istintivamente più del banale Deadpool (clicca qui per la recensione).
Il regista Mainetti tocca tenerlo d'occhio.

Alcuni temi portanti del film, come l'ossessione maschera di un trauma subito, c'erano già nei lavori precedenti del regista anch'essi sceneggiati da Nicola Guaglianone. Corti che potete vedere visitando la pagina YT della Goon Films (link).

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