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[RECENSIONE] Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali

Nella mia cialtroneria e totale ingnoranza, a proposito di Miss Peregrine - La Casa dei Ragazzi Speciali, mi sono chiesto (nei giorni scorsi) se per caso alla base della volontà di Tim Burton di farne un film non ci sia stato il desiderio di realizzare una specie di alternativa alla scuola per mutanti di X-Men. Lui che di fumetti ha sempre amato quelli oscuri della DC, vedi Batman e il mai realizzato Superman. Ma con una base di partenza come il romanzo (quasi) omonimo di Ransom Riggs con dei protagonisti in stato puberale, o peggio bambini, aspettarsi una scuola di mostri piena di violenze e spaventi era, piedi per terra, effettivamente difficile. Con un po' di lucidità è anche vero che il buon Tim se vuole sa ancora essere cattivello, e ce lo ha dimostrato anche recentemente con alcuni titoli. Ma qui siamo in tutt'altro campionato, come direbbe quel pazzo di Waler Sobchak. Perché Miss Peregrine è un film per famiglie, dunque abbastanza ruffiano e inoffensivo. Prova ne è l'utilizzo di Eva Green, da strega arrapantissima ma al contempo inquietante in Dark Shadows a protettiva "mamma" del gruppetto di giovani esiliati speciali protagonisti del suo ultimo lavoro. Eppure un certo suo sguardo folle rimane...
Restano anche alcune delle tematiche e dei tratti distintivi del regista: dall'emarginazione, all'amatissima stop motion. Elementi però solamente accennati. Se per il passo a uno il motivo è da ritrovare nella mancanza di tempo, coma ha spiegato egli stesso in conferenza stampa, per la prima non c'è altra scusa se non la confezione famigliare che vieta ogni tipo di negatività. Qui anzi, un po' come gli X-Men, di nuovo, l'unione fa la forza. Una filosofia che non era mai stata applicabile con i suoi personaggi solitari e destinati alla sconfitta del passato, inoltre l'eroe del film (Jake, Asa Butterfield) è l'elemento con il dono risolutivo, colui che (ultimo arrivato) porta la comunità alla vittoria. Ma siamo, non voglio ripeterlo più, in un film per ragazzi in cui però Burton quando meno te lo aspetti infila il macabro momento del banchetto con i bulbi oculari, pochi secondi in cui esce fuori dagli schemi fregandosene un po'. Moto anarchico o forse è per farsi preventivamente perdonare la sequenza peggiore del film nel luna park, quella con la musica "ciofane" a palla ad accompagnare la lotta tra buoni e cattivi?
Ok Tim, adesso paghi tutte le bollette e sicuramente finisci con il mutuo.
Il prossimo però lo vogliamo per gente come noi.

Leggi sulla conferenza stampa di Burton a Roma del 6 dicembre.



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