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[RECENSIONE] La Quinta Onda

È passato un bel po' dai tempi delle invasioni spaziali, degli ultracorpi e di tutti gli altri film di quel periodo in cui la fantascienza si era fatta portatrice di una rilettura della paranoia.
I nemici che arrivavano dal cielo, vale a dire da lontano, da un altro mondo, si camuffavano da esseri umani per meglio e prima compiere la loro invasione. Dietro questa tattica aliena si nascondeva la paura del periodo che il nemico sovietico si fosse infiltrato negli Stati Uniti d'America, anche se Sam Peckinpah ha sempre negato la cosa. Erano anni di Guerra Fredda, ma già nel decennio successivo gli States aprono gli occhi e capiscono che il loro paese non è esente da mostri nati e cresciuti nel loro territorio.
Con il recente La Quinta Onda la metafora si ripropone pari pari. Gli extraterrestri arrivano e iniziano a decimare la popolazione mondiale mandando in tilt i sistemi elettronici, creando terremoti ed epidemie. Il tutto senza mai mostrarsi. La situazione è grave e i militari addestrano giovani e giovanissimi ad andare in guerra. Hanno scoperto che gli alieni sono già tra di noi, anzi dentro di noi e ci comandano indisturbati, attaccati al nostro cervello. Ma possiamo vederli attraverso uno speciale occhiale, che se fossi in John Carpenter mi incazzerei a dovere, altro che Rob Zombie traditore. Finito l'addestramento i ragazzi e ragazzini vengono mandati in missione, perché davvero non c'è più tempo da perdere e si prevede imminente l'inizio della quinta e ultima letale onda. Ma ecco l'inganno. Nel terzo atto le reclute scoprono che il dispositivo per stanare gli alieni è fasullo e che essi si nascondono in realtà tra i militari. Gli invasori camuffati da esercito, con l'inganno, li hanno addestrati per eliminare i pochi umani rimasti e lo hanno fatto senza preoccuparsi della loro giovane, spesso giovanissima, età. Vederci una metafora della paranoia che le nuove generazioni (americane ma non solo) possano venir abbagliate da personaggi ingannevoli, ma anche dell'Isis e dei loro giovani soldati kamikaze non credo che sia così errato. Ed è qui il problema del film e del paese che lo ha prodotto: pare che dopo tutti questi anni sia tornato mentalmente indietro, di nuovo convinto di stare nel giusto e di essere vittima di un complotto che mina la sua "sana" democrazia. Questo aspetto politico però, per quanto discutibile, viene solamente accennato per lasciare spazio alla solito facilissimo intrattenimento. La Quinta Onda resta allora una cosetta facile da digerire che spara le sue migliori cartucce tutte all'inizio quando in pochi minuti dimezza la famiglia della protagonista Chloë Grace Moretz. Il resto è la solita roba con gli umani che dopo le prime difficoltà si rialzano e organizzano per fare il culo ai nemici. C'è anche l'umano alienizzato che passa dalla parte dei terrestri perché innamorato. Il campionario delle bestialità che porterà l'uomo ad avere la meglio c'è davvero tutto e lo si vedrà nei prossimi film perché questo si conclude con il vero inizio della riorganizzazione umana.
Regista del film è J Blakeson, che qualche anno prima aveva scritto e diretto La Scomparsa di Alice Creed (2009), storia di una ricca ragazza rapita da due balordi. Qui invece viene estromesso dalla sceneggiatura che, partendo dai romanzi di Rick Yancey, è stata firmata da Susannah Grant (Erin Brockovich - Forte come la verità), Akiva Goldsman (Batman e Robin, Io Robot, Il Codice Da Vinci, Angeli e Demoni) e Jeff Pinker (le serie tv Alias e Lost).
Questo per dire che alla fine La Quinta Onda è solo l'ennesimo esempio di major colpevole di aver fatto entrare nel solito stampo un altro regista fin'ora indipendente, che lo abbia fatto facendogli dirigere una storia in cui degli alieni ci invadono camuffandosi da noi dovrebbe in qualche modo farci capire a che gioco stiamo giocando.



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