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[SUGGERIMENTI] Il Cacciatore di vampiri - Rigor Mortis

Dal produttore di The Grudge, Takashi Shimizu, un horror cinese pregno di emozioni, suggestioni, azione, dramma e poesia.

Juno Mak è in patria un cantante, produttore, attore, stilista e regista. La poliedricità del suo personaggio si fa sentire in ogni scena.

Dopo aver recitato in film come Truth or Dare: 6th Floor Rear Flat, Dream Home, e Revenge: A Love Story, Juno debutta con una regia ed una produzione complessa ed importante, e viene nominato come miglior regista emergente ai Golden Horse Award.

La cura dei dettagli narrativi è strabiliante per quello che in apparenza sembra quasi “solo” un film horror con molta azione. Il digitale abbonda ma è usato con intelligenza e funzionalità alla trama, integrandosi perfettamente con il tutto. Recitazione di ottimo livello, fotografia superba, caratterizzazioni sopra le righe mai grottesche. Troppe le cose da dire per un film come questo, una recensione davvero non basta, per cui mi limito a darvi un consiglio e (spero) incuriosirvi.

TRAMA: Un ex attore, diventato celebre per il ruolo di cacciatore di vampiri, è ora caduto in disgrazia, separato dalla moglie ed incapace di avere un rapporto con suo figlio. L’uomo affitta la stanza 2442 di un edificio fatiscente, che si dice sia infestato da entità maligne, intenzionato a farla finita. Si appende al soffitto, ma il gesto scatena la presenza di spiriti macchiati di sangue che vogliono impadronirsi del suo corpo. Salvato da uno degli inquilini, l’uomo verrà catapultato in un baricentro pericoloso di anime dannate, a dovrà vedersela con gli spiriti maligni di due gemelle vendicative che apriranno la strada ad un mondo fino a quel momento a fatica trattenuto tra le pareti fatiscenti del palazzo.

Come in tutti i film orientali, a scatenare e metaforizzare gli eventi fantastici, ci son sempre sottotesti di drammi ed orrori fin troppo umani, resi in modo mai scontato o superficiale.

DA VEDERE.

Antonietta Masina



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