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[RECENSIONE] Auguri per la tua Morte

Christopher Landon ha quarantadue anni ed ha iniziato nel mondo del cinema a ventitré scrivendo Un Altro Giorno in Paradiso di Larry Clark.
Nel 2007 scrive insieme a Carl Ellsworth (il remake di L'Ultima Casa a Sinistra) la sceneggiatura di Disturbia. Nel 2010 viene reclutato da Jason Blum e Oren Peli per contribuire a scrivere i sequel di Paranormal Activity dal numero 2 al 4.
Dopo di che nel 2014 sempre con Blum gira (e co-sceneggia) il suo secondo film da regista (il primo era stato Burning Palms): Il Segnato, spin-off di Paranormal Activity.
L'anno successivo con il produttore Tod Garner (xXx, Terapia d'urto, Innocenti Bugie) gira (e scrive insieme a Carrie Lee Wilson e Emi Mochizuki) un altro film di cui abbiamo avuto modo di parlare, Scouts Guide To The Zombie Apocalypse. Ancora una volta dei giovani protagonisti.

Come anche per il suo nuovo Auguri per la tua Morte, prodotto di nuovo da Blum e scritto però da Scott Lobdell.

La protagonista è Tree (Jessica Rothe) la classica stronzetta del college che passa di letto in letto, che fa parte di congreghe esclusive, ma che sotto sotto nasconde un gran cuore. Per scoprirlo dovrà rivivere il suo omicidio all'infinito fino a quando, capendo chi è il suo assassino mascherato, non riuscirà ad evitarlo.

Un Ricomincio Da Capo in chiave horror collegiale in cui la paura non fa così paura anzi la ripetitività della storia e nella storia assume consapevolmente, per fortuna, una piega più da commedia che da slasher violento che si prende sul serio.

Tree muore ogni notte, nel giorno del suo compleanno tra l'altro, e ogni volta che viene ammazzata si risveglia (per ricominciare daccapo la sua ultima giornata da viva) nel letto di Carter (Israel Broussard): uno studente lontano anni luce dai suoi ragazzi abituali ma capace, nel percorso formativo loop che la ragazza sta affrontando, di farle cambiare testa. Perché a un certo punto l'ex stronzetta capisce che mentre indaga su chi la vuole morta può fare del bene, riappacificarsi (con il padre, con il quale il rapporto è freddo in seguito della morte della amata madre) e diventare se stessa mandando a cagare le stronzette condizionanti della confraternita superfiga e baciando il non popolare Carter. E in questo senso funziona il momento quando al mattino esce con il cuscino per attutire la solita caduta per svenimento di un povero studente. In altre parole Tree apre gli occhi sul mondo, un po' come Nada nel film in Essi Vivono di John Carpenter, il cui manifesto, non a caso, vediamo nella stanza dell'abbastanza nerd Carter. C'è un certo effetto nostalgia che va dagli anni '80 fino al nuovo millennio di Scream di Wes Craven con  quella buona dose di ironia per raccontare la solita storia dei ragazzotti superficiali decimati da un assassino mascherato. Maschere, non a caso, entrambe disegnate da Tony Gardner.

L'indagine della ragazza intanto va avanti e da questo punto di vista purtroppo le sorprese non sono così imprevedibili e le false piste non sono così ingannevoli. Probabilmente però risolvere l'enigma su chi sia l'assassino di Tree non è poi così importante: quello che conta qui è il percorso formativo della protagonista, la sua presa di coscienza che a comportarsi male ci si rimette sempre, vuoi che sia il karma o un ipotetico assassino bisogna sempre rispettare il prossimo.



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