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[SPECIALE] Dietro le maschere di Sodom & Chimera

Sodom & Chimera è una casa di produzione austriaca che in due anni sta facendo parlare di sé. Dietro c'è il regista James Quinn, un filmmaker nel senso vero della parola essendo autore anche delle sceneggiature, della fotografia e del montaggio dei lavori della casa. Nella filmografia ci sono sei cortometraggi, di cui l'ultimo, Sulphur for Leviathan, ancora inedito e un lungo dal titolo Flesh of the Void vincitore del Nightmare Film Festival come Best Overall Feature.


Tutti lavori sperimentali legati tra loro non solo da uno stile e da una estetica piuttosto riconoscibili, a fare da fili conduttori ci sono personaggi, ambienti, temi e simbologie. Ama il bianco e nero e la pellicola, che se non può utilizzare ricrea in post produzione. I suoi lavori inoltre sono quasi sempre senza dialoghi, o con una voice off, e accompagnati da musica metal.

Il primo corto realizzato dal giovane regista (classe 1995) si intitola The Passive Evesceration of the Blackened Soul. Girato tutto con una caotica camera a mano ha per protagonista Little Ricky che un giorno si sveglia con una persona nel suo appartamento. Irritato dalla sua presenza lo inizia a trattare male e scopre che il misterioso personaggio soffre di depressione. Il suo atteggiamento nei suoi confronti però non cambia. Sconsolato e sempre più triste fugge nel bosco dove lo raggiunge proprio la depressione.
Tre personaggi con tre diversi sacchetti di carta a coprire completamente il viso: Ricky con la scritta Everybody; il tipo triste, solo, senza amici che "non ride né sorride", con un punto interrogativo che poi diventa Minority; la depressione ha semplicemente la scritta Depression.



Con il successivo The Law of Sodom vince al Nightmare Film Festival il premio Best Midnight Short (sopra la foto del regista con il premio). Anche in questo lavoro, in bianco e nero come il precedente, ci sono il bosco e i sacchetti di carta a coprire il volto (questa volta con una emoticon sorridente). Oltre ai sacchetti ci sono anche delle maschere varie (di cui una una antigas). La cosa più importante però è che qui per la prima volta appare un personaggio senza maschera né altre cose che coprono il volto, lo interpreta lo stesso James Quinn. Qui sotto il trailer del corto.


Il terzo è Trinity of Decay, sempre del 2016: un lungo videoclip per la band metal austriaca degli Anderwelt. Qui il predominante bianco e nero è spezzato ogni tanto dal rosso e dal blu. I soliti sacchetti di carta spariscono quasi e sono sostituiti da una serie di maschere tra le quali quella usata dai medici che curavano la peste, da delle garze macchiate di sangue, da teli e bende. Tra i vari simboli usati colpisce l'uso dei bambolotti e la croce cristiana che si rovescia.

Il corto (prendo dalla pagina YT della casa di produzione) «esplora i temi dell'oppressione emotiva, attraverso immagini surreali ed epiche. Riguarda una donna, che deve affrontare i demoni della sua mente, combattendo contro un uomo con una maschera da medico della peste, mentre di notte gironzola nell'oscurità dei paesaggi boschivi.».






Il 2017 si apre con un altro videoclip musicale, questa volta per i tedeschi Implore e il loro brano Patterns to Follow. Ancora boschi, una casa abbandonata che fa molto Blair Witch Project, ma anche una oscura figura incappucciata che guida con il pensiero dei bambini bendati in un bosco.


Dopo il videoclip degli Implore esce il primo lungometraggio di James Quinn dal titolo Flash of the Void, il primo girato dal regista in pellicola utilizzando sia Super 8 che 16mm. Il film è un viaggio «attraverso le paure più profonde degli esseri umani, esplorandole in modo grottesco, violento ed estremo.». Anche qui, come per Trinity of Decay, il bianco e nero è spezzato dal colore. Anche qui croci rovesciate, un personaggio di spalle contro il muro (come in Blair Witch Project) e tante maschere animalesche.


Dopo Flash of the Void è la volta di The Temple of Lilith, corto che in pochissimi minuti ribalta le aspettative sui personaggi. Anche qui maschere animalesche sataniche (il Bafometto o Baphomet), un incappucciato con una corda intorno al collo che più che a un cappio da impiccato fa pensare ad un guinzaglio da cane, simboleggiante la cristianità, e una strega, Lilith (Hex Suicide, modella del sito suicidegirls.com) che quella cristianità controlla.

«Gli dei degli ingiusti sono morti. Questo è il giorno della saggezza magica e pura.».

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L'ultimo cortometraggio, ancora inedito, è co-diretto insieme ad Adam Rodgers (sceneggiatore l'anno scorso dell'horror Cannibillies) ed è uno spin-off di The Temple dal titolo Sulphur for Leviathan.



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