[RECENSIONE] Lettera H

Seba (Marco Aceti) è un carrozziere con un passato del quale non va fiero, fatto di rapine e delinquenze varie, Patty (Giulia Todaro) è la sua giovane ragazza dalla famiglia molto borghese che mal vede la loro relazione.

Nel giorno del suo compleanno Seba si apparta con Patty in un boschetto a bordo di una 127 da lui restaurata. Nel giro di poco l’idillio si trasforma in un incubo dai contorni sempre più deliranti e violenti.

Scritto da Andrea Cavaletto e diretto da Dario Germani, Lettera H attraverso una storia di apparizioni allucinatorie, fantasmi e possessioni racconta l’arresa di un uomo al proprio destino, la fine della sua lotta per non cadere ancora negli errori di una gioventù violenta, per rinnegare ed annientare il suo DNA folle e criminale. E lo fa ispirandosi in parte alla morte di una coppietta uccisa dal Mostro di Firenze nel 1974 mentre era appartata a bordo di una 127.

Lettera H è un film destabilizzante. Parte in un modo ma da un certo momento in poi scivola sempre più in una rabbiosa disperazione visionaria che non lascia scampo.

Brava la giovane Giulia Todaro, specialmente nei momenti di difficoltà del suo personaggio, efficace Marco Aceti quando esplode con la sua fisicità e i suoi sguardi folli. Se tutto sta in piedi è anche grazie al lavoro da loro svolto con il regista Germani.

Lettera H è in concorso per la quinta edizione dell’Abruzzo Horror Festival. La proiezione ci sarà sabato 2 novembre alle 19.00 al Palazzetto dei Nobili del capoluogo abruzzese.


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