[RECENSIONE] Stomach

Alex Visani è un nome noto nell’ambito horror indie italiano: chi non è almeno una volta mai incappato nel suo sito (The Reign of Horror), in cerca di recensioni di film spesso invisibili ed introvabili?

Amante dello splatter e del gore, Visani ha anche scritto libri, realizzato diversi corti/mediometraggi e film amatoriali, partecipando poi ad alcuni corali (il mediocre 17 a mezzanotte creato da Pesca) e producendone uno lui stesso (purtroppo il pessimo The Pyramid, che alterna segmenti sufficienti ad altri terribilmente scadenti, che però ha comunque trovato una discreta distribuzione internazionale) incluso il film di Federico Sfascia Alienween/StellaStrega che però si è risolto in una “querelle” già discussa ed eviscerata meglio in altre sedi.

Purtroppo la sua conoscenza della materia e l’amore verso essa, non si è mai tradotta fino a ora in film accettabili per essere chiamati tali.

Cambio di registro avviene invece con Stomach, dove Visani finalmente si circonda di una vera troupe e denota una grande crescita stilistica.

Il film vanta una ottima fotografia, a cura di Visani stesso, e sebbene non mi abbia convinto fino in fondo, non posso non premiare il salto di qualità che finalmente l’autore ha compiuto, abbandonando l’amatoriale becero per dare dignità alla sua passione. Questo aspetto TRASH delle sue precedenti produzioni è spesso stato esaltato da un fanbase davvero “affettuoso”, come il punto di forza di questi lavori… insomma James Wan fa cag**re, ma se un indie italiano ha pessima fotografia, riprese, recitazione ed effetti diventa un “must”. No. Non per me. Credo che non vada così in generale. Ho già espresso in altri articoli di come gli squadrismi non facciano bene al cinema, specie se si perde di vista l’obiettività sul valore delle cose. Fra l’altro è stato presentato qui e lì come un film “estremo” e splatter oltre ogni limite, ma onestamente… sarà che recensisco pure i film della Unearthed, ma forse in italia il concetto di “film estremo” va un attimo rivisto.

Tornando a Stomach, la trama è semplice: protagonista è Alex, un ragazzo solitario e tormentato che vive in una casa di campagna isolata. Vittima di un passato oscuro e di un presente fatto di continuo bullismi e umiliazioni, specie a lavoro. Ma dentro il ragazzo si nasconde un male oscuro, un dolore profondo ed anche… qualcosa di sinistro che ora spinge per uscire…

Inevitabile vedere il film e non notare quanto amore Visani ha per Fabio Salerno ed Henenlotter. Purtroppo gli attori principali non aiutano il regista nella realizzazione delle sue idee ambiziose, e sebbene alcuni siparietti son volutamente sopra le righe e grotteschi, il confine fra il riuscito ed il non riuscito è labile. Gli attori migliori sono i 2 che interpretano i colleghi di lavoro bastardi, mentre il protagonista si impegna risultando comunque sempre troppo “ingessato” e tutti gli altri son over acting al limite del parodistico (fra smorfie e faccette il datore di lavoro fa a gara con la sua dipendente).

Anche quando non si han grandi attori, l’avere situazioni dilatate e dialoghi può diventare un boomerang, fra un omicidio e l’altro spesso accade il nulla.

Non aiutano il film nemmeno i pessimi trucchi, che il regista ha cercato di valorizzare al meglio con luci e inquadrature, ma che spesso si risolvono solo in impiastri indefiniti di cose e… nel make up della “creatura” (quando viene svelata) purtroppo siamo al carnevalesco fatto male: una sorta di alter ego del protagonista, nata da un utero esterno, bianca e venosa. Ma le vene sono dipinte grossolanamente, spesso visibilmente sbafate (come il colore bianco della base), e l’attore indossa (a volte) visibili mutande che lo fanno sembrare più un modello di quelle fiere dove si impara a fare bodypaint, e non un qualcosa di supernaturale.

Sicuramente molta ambizione, in parte premiata, in parte non supportata. La scelta del metal/rock alla Argento sotto le scene di omicidi è oramai un clichè datato, che può lasciare spazio a soluzioni sicuramente più personali.

Do la sufficienza al film, perchè premio la forza di migliorarsi, e son sicura che con il prossimo, circondato da un comparto attoriale e tecnico all’altezza dei suoi sogni, Visani potrà sorprenderci.

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