23 agosto 2014

[RECENSIONE] Under the skin

Innanzitutto dobbiamo complimentarci con il regista Jonathan Glazer per averci regalato il primo nudo, per giunta integrale!, della divina Scarlett. Ma qui è la parte mia più becera e primordiale che parla. Però che corpo signori, che corpo! Detto questo adesso parliamo del film e diciamo subito che, a parte la Johansson come mamma l'ha fatta, Under the Skin è un film che se voleva lasciare l'amaro in bocca ci è riuscito bene.

La Johansson interpreta una aliena che se ne va in giro per la Scozia abbordando uomini per fargli fare una brutta e nerissima fine, fino a quando inizia ad accadere qualcosa. E non parlo tanto del fatto che forse da un certo punto in poi inizia a provare simpatia per gli umani (carica un ragazzo con il viso deforme e lo tratta con rispetto, si fa aiutare da un gentile ragazzo ma al momento del suo primo rapporto sessuale si spaventa oltremodo, ma lei, o lui?, non è di questo pianeta). Forse quello che cambia e che alla fine farà la differenza è il quadro generale che esce fuori del genere umano. L'aliena assassina dunque si può anche pentire, iniziando in qualche modo a provare simpatia per gli umani, ma non fa i conti senza l'oste e incontra una razza che pone fine al suo ruolo di carnefice. Tutto si riequilibra grazie ad una violenza che genera violenza perché peggio dell'uomo, più primordiale e alieno dell'uomo, non c'è niente. Glazer lo mette nero su bianco anche visivamente con il fumo nero che nel finale contrasta con il cielo bianco della Scozia.

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