23 dicembre 2017

[RECENSIONE] Mad Macbeth


Si è tenuta ieri (22 Dicembre 2017) a Pristhina in Kosovo la première mondiale del film MAD MACBETH, nuova release del film girato lo scorso anno da Domiziano Cristopharo nei balcani, con la stessa produzione e cast del precedente VIRUS EXTREME CONTAMINATION.

Gli attori/produttori di Mad Macbeth Edi Lushi e Halil Budakova durante la premiere del film

Il pubblico della premiere kosovara di Mad Macbeth di Domiziano Cristopharo

Domiziano Cristopharo e Halil Budakova insieme al presentatore della premiere di Mad Macbeth

L'attrice di Mad Machbeth Merita Budakova insieme a Cristopharo e Halil Budakova durante la prima.

Noi di KLUB 99 abbiamo avuto lo screener, ed io son qui… in tarda notte, a recensirlo per voi. Non ho voluto attendere, perché un film cosi va commentato a caldo. Il mitico Antonio Tentori (sceneggiatore per Fulci, Argento, D'amato) attualizza e snellisce la tragedia shakespeariana del Macbeth, fondendola in modo convincente con i temi lovecraftiani degli antichi culti, dei grandi antichi e della reincarnazione di Charles Dexter Ward. Macbeth uccide quindi il re non solo per prenderne la corona, ma per l’essenza della sua vita e memoria. Cristopharo firma la regia e la fotografia di un film anomalo, qualcosa che davvero non ti aspetti da un cinema indie che oramai si somiglia tutto, e che invece di essere una alternativa sembra voler essere la brutta copia del mainstream.
Ambientato genialmente in un Kosovo post guerra atomica, agitato dalle lotte fra bande rivali di zingari, MAD MACBETH incanta per la bellissima fotografia, i costumi di Irene Jones Baruffetti e Marcello Iaia, i make-up incredibili di Jacopo Tomassini; alcune scene son memorabili (quelle con le apparizioni delle streghe su tutte) e i rimandi al cinema italico di serie B anni '80 son elegantemente reinterpretati. Più che a Castellari e Deodato, qui siamo verso Margheriti, Carpenter e il Fulci di CONQUEST. È un'opera complessa, che mescola stili e culture diverse in un clima strampalato e cupo. Le musiche di Sangiovanni e diBona avvolgono il film in modo estraniante, mescolando echi balcano/arabeggianti a poprock anni 80. Bellissimo il tema finale che sottolinea e accompagna la lunga lotta nelle grotte.
Veniamo alle punte di diamante del film: il cast. Halil e Merita Budakova e Edi Hasan Lushi. Attori che già solo con quella faccia han vinto tutto. Mettiamoci pure che sono bravi, anzi no, bravissimi… e che vogliamo chiedere di più? Anche la recitazione nei film indie è purtroppo spesso carente, qui siamo a livelli altissimi. Confrontarsi con Shakespeare, farlo al cinema e non a teatro (con predecessori illustri come Polanski, Welles e Kurosawa è dura) trapiantare il testo in un mondo post-apocalittico era una sfida e una scommessa difficilissima da vincere. Loro ce l’hanno fatta. Chapeau.

Antonietta Masina

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