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[RECENSIONE] Parasitic Twin


Considerando la sceneggiatura/canovaccio di Franco Forte e Francesco Spagnuolo, il regista (esordiente) e direttore della fotografia (d'esperienza) Claudio Zamarion è riuscito in un mezzo miracolo che però non riesce a salvare il suo Parasitic Twin.
I problemi partono proprio dal lavoro di Forte e Spagnuolo, a cominciare dalle battute pronunciate dalle protagoniste. Il doppiaggio italiano (il film è girato in inglese) poi appiattisce molto la recitazione delle attrici. Giovani attrici piuttosto brave, considerando anche che per parecchio tempo sono mezze nude immerse in gelide acque.

Il film racconta la storia di quattro amiche cresciute in un orfanotrofio e della vacanza in un'isola deserta per aiutare una di loro a superare un intervento chirurgico che le ha esportato i resti di un gemello parassita.
La vacanza si trasformerà in un incubo, complice un posto capace di far perdere in tutti i sensi che vi gira dentro.

Un po' come in Picnic a Hanging Rock e in Long Weekend anche in Parasitic Twin c'è una natura labirintica, non proprio ostile ma neanche amica, ambigua e in qualche modo insensibile alle sofferenze umane. Luoghi mutevoli che ben rappresentano le confuse e spaventate emozioni dei personaggi. Il paesaggio è dunque il vero protagonista ed è grazie ad esso e alle sue suggestioni se il film in qualche modo si salva e non precipita del tutto in qualcosa di non voluto. Più in generale, finché sono le immagini dei luoghi a parlare Parasitic Twin non è da buttare, e ci mancherebbe anche il contrario vista la ricca esperienza di Zamarion come direttore della fotografia. Per prima cosa, quello che non convince sono parecchi dialoghi tra le ragazze: molte frasi da loro pronunciate sono banali, didascaliche, inutili o ripetitive come gli spiegoni delle soap opera, dunque potenzialmente irritabili o risibili. Insomma, tagliando buona parte delle parole pronunciate il film ne avrebbe guadagnato sicuramente. Non convince però neanche la storia, il suo evolversi, in particolare il personaggio della vecchia, e tutto quello che ruota attorno alla maledizione. L'inesperienza di Zamarion come regista poi non fa brillare il film per come gli avvenimenti vengono raccontati.

Ma riconosco e rispetto le buone intenzioni.

Le belle musiche di Giacomo Trovaioli hanno uno stile d'altri tempi che attinge sia alla filmografia italiana che a quella straniera richiamando apertamente classici come Poltergeist. Parasitic Twin ha più di un legame con il cinema di genere del passato soprattutto italiano, tra oscuri complotti, stregoneria, giovani desnude e altri elementi riconducibili al gotico come l'immancabile nebbia. Zamarion racconta la storia fregandosene della velocità che va tanto oggi ma dando al film un giusto ritmo lento e ipnotico ben supportato dalle ricercate immagini. A Parasitic Twin però avrebbe giovato oltre alla cura fotografica anche una regia capace di raccontare meglio la sfilacciata storia, in grado di dare eterogeneità all'insieme.
Con una sceneggiatura non banale e più dettagliata sono sicuro che Zamarion può tirare fuori qualcosa di veramente valido.

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