13 luglio 2018

[RECENSIONE] Paralysis (cortometraggio, 2017)


Ecco uno strano cortometraggio che arriva dalla Polonia e lo firma Tomasz Sajewski, classe 1986, studente di cinema con diversi lavori nel curriculum, soprattutto da direttore della fotografia.
Il titolo del corto è Paralysis e racconta, in qualche modo, un tema che in questi ultimi anni sta trovando una sua strada: la paralisi del sonno.

Quello che colpisce nel lavoro di Tom Sajewski è il rapporto che c'è tra la protagonista e il mostro che la tormenta. Meglio: la ragazza sembra provare un qualcosa che si avvicina più all'attrazione che alla repulsione. Crea delle mini sculture di creta, e c'è anche un quadro raffigurante loro due sopra il letto dove dorme. La giovane confonde in qualche modo la realtà con la finzione, il sogno dalla veglia, immagina che anche il mostro sia attratto da lei al punto di venirla a trovare di giorno. Che poi mostro per modo di dire, per convenzione di genere: è una creatura sgraziata dalle fattezze tozze e affusolate nello stesso tempo, dalla consistenza lucida e legnosa che ricorda anche il materiale del suo omologo d'argilla.


Paralysis è un corto fuori dagli schemi del genere anche se però a un certo punto cita L'orribile segreto del Dr. Hichcock di Riccardo Freda, con la creatura illuminata di rosso e fuori fuoco che avanza minacciosa nell'unico momento horror del film.

Paralysis racconta (senza dialoghi) la labilità di certi confini, le attrazioni verso il sublime, verso ciò che ci spaventa. Ma è anche un discorso sulla solitudine perché la ragazza protagonista dà come la sensazione di volersi appigliare a questi strani incontri per combattere in qualche modo la sua vita agiata ma solitaria.

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