08 agosto 2018

[RECENSIONE] M.A.M.O.N. (cortometraggio)

Alejandro Damiani è un artista del cinema uruguaiano coetaneo e collaboratore del connazionale Fede Alvarez da quando è approdato ad Hollywood sotto l'ala protettiva di Sam Raimi.
Per il remake de La Casa ha creato i titoli di testa e partecipato alla produzione con la sua Aparato.
Per Man in the Dark ha supervisionato gli effetti visivi.


Nello stesso anno produce, scrive e dirige un cortometraggio fortemente anti Trump dal titolo M.A.M.O.N. (Monitor Against Mexicans Over Nationwide) che in breve tempo è diventato virale in rete.

La carta vincente del corto è l'ironia a cominciare dal titolo che se qui diventa l'acronimo Monitorare Contro i Messicani per tutta la Nazione, o giù di lì, normalmente in Messico è un insulto traducibile come succhia cazzi o (nella migliore delle situazioni) mascalzone.

C'è il muro lungo tutto il confine USA-Messico. Dal baluardo, fortemente voluto dal presidente degli Stati Uniti d'America, i messicani vengono catapultati per atterrare malamente sul suolo messicano. Tutti vengono respinti senza distinzioni: bambini (che poi si divertono a segnare il numero di persone rimandate indietro), anziani e persino chirurghi durante un intervento.
Tutti gli stereotipi del messicano vengono "rimbalzati" dagli States per essere proposti nel corto: dalla miss, al venditore di tacos, fino al mariachi e al lottatore di lotta libera mascherato. Tutti sconfitti dal robot che ha le fattezze di Trump e che lo stesso presidente controlla dall'interno con parecchia partecipazione sadica.


Il robot schiaccia tutti i messicani con il suo piede metallico o spara loro con i suoi mini cannoni (uno posizionato, anzi nascosto, tra le gambe, altri due escono fuori dal suo ciuffo biondo). Alla fine dovrà intervenire una forza divina a far trionfare la giustizia messicana. Un Deus Ex Machina improbabile su cui nessuno avrebbe scommesso e che ci ricorda semplicemente che non bisogna mai sottovalutare l'avversario, soprattutto se è piccolino (e sofferente) e tu sei enorme.

M.A.M.O.N., co-produzione Messico-Uruguay, miscela sapientemente la fantascienza alla critica sociale. Mi viene da paragonarlo all'apartheid di District 9 di Neill Blomkamp solo con l'aggiunta di una ancora più consistente dose di ironia.

Vi lasciamo con il cortometraggio e poi con un brevissimo making of in cui viene svelato come sono stati realizzati gli effetti speciali. Entrambi sono presi dal canale YT della We Can FX.



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