30 ottobre 2018

[EXTRA] Il capitalismo ai tempi di McBetter e Terror Take Away

Significheranno sicuramente qualcosa le analogie presenti tra McBetter e Terror Take Away, due recenti film indipendenti italiani simili e al contempo diversissimi.
In entrambi c'è un uomo che si è arricchito con il cibo e la sua casa sontuosa diventa una trappola per chi in quel giorno particolare ci si è trovato dentro.


In McBetter (in uscita il mese prossimo per HomeMovies) vediamo svolgersi, all'interno della villa del proprietario di una catena di fast food, un tutti contro tutti che non si ferma davanti a niente pur di arrivare ad ottenere quello che si ha in mente. Chi vuole ancora di più di quel tanto che già ha, chi è arrivato fin lì perché vuole tentare l'arrampicata sociale, chi si difende dagli attacchi, chi osserva tutto passivamente, e c'è chi poi, cresciuto nell'ambiente sbagliato, ha già perso l'innocenza. Come se non bastasse nel buio degli esterni della villa si nasconde una creatura sanguinaria.
Una scarsa fiducia nei confronti dell'umanità da parte del giovane autore Mattia De Pascali stemperata da pennellate di humor.


In Terror Take Away il proprietario di una catena di pizzerie da asporto indice un concorso un po' alla Willy Wonka: chi trova un biglietto nei cartoni ha la possibilità di partecipare ad una gara per vincere un posto di lavoro nella catena. C'è però un fantasma sanguinario incautamente evocato da uno dei cinque concorrenti. Fantasma che spunta fuori quando ordini una certa pizza e non dai la mancia al fattorino. Da quel momento in poi tutti, sia il proprietario della catena con amante a seguito che i partecipanti alla gara, se la vedranno male come topi su una nave che affonda senza poterla abbandonare.

La casa, la proprietà, il possedere, in entrambi i film si trasforma in una trappola, mostra il suo vero volto. Il posto che dovrebbe proteggere invece condanna a morte.

Nel film di Alberto Bogo la critica al capitalismo avviene senza giri di parole: dalle ridicole prove che i cinque concorrenti devono superare, agli altrettanto assurdi gadget legati alle pizze del magnate Terrence Parode, per non parlare del suo eccitamento sessuale nominando i diversi vergognosi contratti di lavoro. Tutto esasperato, grottesco e divertente ma con una base che affonda nella realtà, in altre parole satira. Viene più di un sospetto che il luogo in cui si svolge Terror Take Away sia proprio la nostra Italia.

Il film ha poi la particolarità di aver riportato alla luce l'Odorama usato da John Waters in Polyester, solo che qui -per ragioni di diritti d'autore- si chiama Bogovision. Per chi non lo sapesse funziona più o meno così: prima della proiezione ti danno un cartoncino con dei numeri da grattare al momento opportuno durante il film. Aggiungiamo una curiosità: uno degli odori nel film di Waters era proprio una pizza.

E poi c'è l'elemento slasher, il fantasma che tutto appiana: ricchi e poveri, giovani e vecchi. Spirito barbuto che va in bestia ed uccide se non lasci la mancia al fattorino che ti porta una determinata pizza maledetta. Un'entità rancorosa e leggendaria che difende i lavoratori -non solo sfruttati dai padroni ma anche maltrattati dai clienti- e che qui uccide per la prima volta, per ironia della sorte, sia sfruttati che sfruttatori. Che è come dire che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine.

Terror Take Away ha cominciato da poco il suo tour nelle sale e nei festival, per sostenerlo e restare aggiornati vi consiglio di visitare e seguire la pagina FB.

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