05 novembre 2018

[NEWS] I corti semifinalisti dell'Abruzzo Horror Film Festival

Ieri, impreziosita dalla presenza del maestro Ruggero Deodato, si è conclusa la seconda parte dell'Abruzzo Horror Film Festival (ex L'Aquila Horror Film Festival) con la scelta da parte della giuria dei corti da mandare avanti per la fase finale che ci sarà a maggio.

Considerando i 19 titoli che erano in competizione qualche scelta dei giurati stupisce, ma questo accade sempre, anzi deve accadere, è giusto che accada.

La giuria, composta anche da due membri della redazione di Nocturno e da Giacomo Ioannisci di Home Movies, ha stabilito che i sei cortometraggi che passano in semifinale sono:

Chateau Sauvignon: Terroir (USA, di David Munz-Maire).


Sorta di rilettura di Non Aprite Quella Porta con padre e figlio (Sean Weil, Michael Lorz) vignaioli che curano moglie/mamma malata (Pooya Mohensi) con la carne e il sangue dei poveri malcapitati dalle loro parti. Quando una mamma (Nancy Nagrant) e il suo stronzissimo figlio (Anthony del Negro) si recano nella loro fattoria in visita, per Nicholas si presenta un'occasione unica per far capire al padre di che pasta è fatto.


The App (Spagna, di Julian Merino).


Con ironia affronta l'uso smodato che facciamo dello smart phone.

THE APP è un'applicazione che offre ai suoi clienti i passi per raggiungere la felicità. Un giorno Benito (Carlos Areces), un uomo grasso e poco brillante, si sveglia nel suo lussuoso loft con la sua ragazza, una bellissima modella nordica. Quando consulta l'applicazione, gli dice che deve saltare giù dal balcone. Cosa farà il turbato Benito?

Sempre sulle applicazioni, nella seconda edizione del festival è andato in concorso il cortometraggio IMedium di Alfonso Garcia in cui una app permetteva di mettersi in contatto con gli spiriti dei defunti. La userà una donna per capire che fine abbia fatto la figlia scomparsa e mai ritrovata.


Cold Storage (Finlandia, di Thomas Freundlich).


Curiosa e leggera riflessione sulla solitudine.
Nei ghiacci artici un solitario pescatore scopre un corpo ibernato. Dopo averlo scongelato i due diventano amici e passeranno il tempo a bere birre e ballare.


¿Quieres Que Hoy Te Bese? (Spagna, di Miriam Ortega e Iker Arce).


Storia di Nerea (Goiatz Aguado), dodicenne senza madre alle prese con i cambiamenti del suo corpo e i primi baci. Apparentemente potrebbe sembrare una ragazzina strana, che reagisce in modo errato alla rivoluzione dentro di lei, in realtà le sue bizzarrie hanno una spiegazione e una fonte ben precisa. ¿Quieres Que Hoy Te Bese? ha un finale piuttosto sconvolgente, violento e poetico allo stesso tempo.


Nerón (Spagna, di Rubin Stein).


Alma (Monica Miranda) è una giornalista che ha l'opportunità di intervistare un dittatore latino americano (Ramiro Blas) scampato ad un incendio terroristico che è costato la vita alla sua famiglia. A causa delle precarie condizioni fisiche dell'uomo l'intervista potrà durare quindici minuti e dovrà svolgersi alla sola luce di un fiammifero. La tensione arriverà alle stelle.


Caligo (Italia, di Alessio Colella e Alessio Attardi).


Un gruppo di studenti decide di girare un documentario per indagare su una maledizione che avvolge un disabitato posto. Girato nel centro storico di L'Aquila da una troupe di giovanissimi del posto, Caligo prende sfacciatamente spunto da The Blair Witch Project.


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