14 novembre 2018

[RECENSIONE] Dante Va Alla Guerra

Da Roberto Albanesi, autore dei due ironici horror Non Nuotate in Quel Fiume (più qualche corto dallo stesso spirito come quelli contenuti nei collettivi 17 a Mezzanotte e After Midnight) arriva un lavoro inaspettato che se da una parte mantiene l'ironia scanzonata, dall'altra la riduce per aprirsi a serie riflessioni su temi che prima non c'erano.

Il film si chiama Dante Va Alla Guerra e racconta per l'appunto di Dante (Stefano Galli), un ragazzo senza amici, voglia di fare, coraggio di crescere, abbandonato un po' a se stesso, arrabbiato col mondo per mille motivi (validi per carità) che sono però solo scuse, perché in realtà quello che gli rode e che lo blocca è un'altra mancanza, un conflitto interiore irrisolto che neanche il suo psicologo sa sbloccare.

Finché un giorno non incontra Faga (Ivan Brusa), un personaggio che sembra lo scemo del villaggio con il quale però scopre di avere tantissimo in comune. Lì scatta qualcosa che segna per Dante un nuovo inizio: la dolorosa decisione di smettere di voltarsi dietro, per rifugiarsi nel sicuro mondo dei bei ricordi, per iniziare a guardare avanti senza però smettere di sognare.

Il tutto è raccontato in modo piuttosto fluido, qui e là c'è qualche frase fatta o soluzione didascalica, ogni tanto la recitazione dei comprimari non è delle migliori, ma a tirar le somme non posso che parlarne bene considerando anche il budget prossimo allo zero utilizzato e la voglia del regista di utilizzare il mezzo cinema per parlare di se stesso.
Credo che questo Dante Va Alla Guerra sia per Roberto Albanesi un capitolo unico nella sua carriera, un film che aveva come scopo principale quello terapeutico dell'autoanalisi e che riesce nel finale a smuovere e sciogliere gli animi anche dei cuori più insensibili.

Dante va alla Guerra è uscito a fine settembre in DVD per Home Movies.

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