08 giugno 2019

[OLTRE LO SPECCHIO] Il Cerchio Delle Lumache, la recensione

Che strano film è Il Cerchio Delle Lumache...

Protagonista un uomo che, nel giorno del suo compleanno, ha un incidente con l'automobile. L'impatto lo fa schizzare fuori dal veicolo tra le erbe della campagna di Recanati. Impossibilitato a parlare e a muoversi, praticamente invisibile agli occhi di chi passa di lì per svariati motivi, Marco (Mauro Negri) scivolerà in un mondo di ricordi, pensieri e allucinazioni.

Secondo lungometraggio di Michele Senesi dopo Bumba Atomika, Il Cerchio delle Lumache è un ritratto di una umanità sempre più distratta, raccontato in maniera non convenzionale e sperimentale, con uno spirito nichilista ma ironico e dalle influenze surrealiste o meglio ancora dadaiste.

È proprio il pessimismo appoggiato su una base sarcastica la carta vincente del film, il suo lato più interessante ed originale a restare nella mente dopo la visione. Questo più una certa follia visiva, a tratti lisergica.

Ne Il Cerchio delle Lumache ci sono echi di Mine e La Corta Notte Delle Bambole di Vetro, per i protagonisti tra la vita e la morte impossibilitati a muoversi o parlare, Senesi però va coraggiosamente per la sua strada anticonformista senza tornare indietro, utilizzando un umorismo che non tralascia temi scomodi come la religione.
Ne esce un lavoro originale ma non per tutti i gusti e sensibilità. Noi una visione ve la consigliamo.

Il Cerchio delle Lumache è in concorso per il festival Oltre Lo Specchio.

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