Con l’assegnazione deiPremi Ciciarampasi è da poco conclusa l’edizione 2025 diSognielettrici – Festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza.
La cerimonia di chiusura si è svoltaall’Auditorium dell’Università IULM di Milano.
Ed ecco tutti iPremi Ciciarampa.
Cominciamo dailungometraggiscelti dalla giuria formata dal fumettista, scrittore ed editore Daniele Brolli, dalla critica cinematografica e tv, creator e scrittrice Gabriella Giliberti e dallo scrittore, giornalista e saggista Dario Tonani:
Miglior Film: The Black Hole (Must auk) diMoonika Siimets(Estonia/Finlandia, 2024).
La motivazione: “Per aver raccontato la deriva sociale ed economica dell’Occidente post-industriale attraverso l’incontro perturbante con l’alieno nell’osservatorio ai confini d’Europa delle Repubbliche baltiche. Le scelte di effetti speciali vecchio stile conanimatroni, dell’ambientazione in una periferia avvilita, di una tessitura narrativa corale e di personaggi estremi ma desolati, meschini e sentimentalmente fragili, esaltano una satira impietosa che, grazie al grottesco, azzera la comune morale e ci riporta alle fasi sognanti della scoperta dell’universo.”.
Miglior Regia: Tallulah H. Schwab per Mr. K (Paesi Bassi/Belgio/Norvegia. 2024).
“Per il taglio personale e profondamente evocativo con il quale la regista ha portato nella dimensione della memoria l’orrore cosmico che pervade la storia. Ma soprattutto l’angoscia e il senso di straniamento che guidano l’ignaro protagonista nella disperata e vitale ricerca di una via d’uscita. Il tutto in una claustrofobica atmosfera di decadenza che, tra riferimenti a realtà storiche e sociali e citazioni letterarie, assume i tratti di un dramma collettivo.”.
Film più Originale: Monkey’s Magic Merry Go Round diAidan Leary(USA, 2024).
“Per l’audace ibridazione trahorrore linguaggio della TV per bambini: canzoncine, scenografie da studio e cromie ‘VHS’ si incrinano in un incubo analogico. La regia di Aidan Leary isola il conduttore – unico corpo “in carne e ossa” – mentre i pupazzi, fisici e performati con effetti pratici, oscillano tra complicità e minaccia, custodendo/manipolando la sua memoria. Ne emerge un tema netto: la rimozione del trauma e la nostalgia infantile come dispositivo di controllo.”.
Migliori SFX/VFX: Mr. K diTallulah H. Schwab (Paesi Bassi/Belgio/Norvegia, 2024).
con la seguente motivazione: “Per come questi effetti, sebbene digitali, rendano concreto il peso dell’inconscio del protagonista, rappresentando così lo smarrimento del genere umano di fronte al passaggio tra interiorità e visibile.”.
Passiamo ai cortometraggi premiati a Sognielettrici 2025.
La Giuria coordinata dalla docente e saggista Fabrizia Malgieri e formata dalle studentesse e dagli studenti del corso di Laurea magistrale in Televisione, Cinema e New Media dell’Università IULM (Gaia Berisso, Enrico Borghesio, Giulio De Gaetanis, Stefania Filace, Elena Mascellani, Claudio Recenti, Lorenzo Sancini, Giorgia Sebe) ha stabilito:
Miglior corto: Happy People (Boldog emberek) diBalázs Budavári(Ungheria, 2025).
La motivazione: “Happy People sorprende per la sua scrittura e la sua messa in scena, ma soprattutto per la sua straordinaria capacità nel raccontare come ci poniamo con gli altri all’interno della società contemporanea, sempre più votata alla performance.”.
Corto più originale: The Age of Flowering Plants (La era de las plantas con flor) diMagaly Ugarte de Pablo(Messico, 2025).
“The Age of Flowering Plants è un’originale metafora sulla scoperta di sè, una pratica che sempre più passa attraverso un processo di auto-riflessione e di come ci poniamo con gli altri – anche e soprattutto attraverso la nostra sessualità. In particolare, questa opera colpisce per un uso complesso della luce e della fotografia, in quanto entrambe vengono utilizzate dall’autrice con l’intento di scandire la trasformazione, da bozzolo a meravigliosa farfalla, della stessa protagonista.”.
Menzione speciale della giuria: The Golem Smashes All Walls diNathan Meltz(USA, 2025).
“The Golem Smashes All Walls si distingue per il suo uso singolare della tecnica animata, ma anche per un uso attento e studiato della musica. Affascina per il suo carattere “classico” (con un’animazione che ricorda quella in acetato), ma anche per la sua capacità di riflettere su temi estremamente moderni, compreso il nostro rapporto (timoroso, affascinato, entusiasta) nei confronti delle macchine.”.

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