Risultati della ricerca per: “casa nel bosco”

  • Nick Frost nel cast della serie tv The Nevers di Joss Whedon

    L’attore inglese della trilogia del cornettoNick Frostentra a far parte del cast della serie tv HBOThe Nevers: dramma epico-fantascientifico scritto e diretto daJoss Whedon, autore diBuffy,FireflyeQuella Casa nel Bosco. Lo ha scritto ieriDeadline.

    The Neverssarà interpretato da Laura Donnelly, Olivia Williams, James Norton, Tom Riley, Ann Skelly, Ben Chaplin, Pip Torrens, Zackary Momoh, Amy Manson, Rochelle Neil, Eleanor Tomlinson e Denis O’Hare.

    La serie tv racconterà di una banda di donne che si ritrovano ad avere abilità insolite, nemici implacabili e una missione che potrebbe cambiare il mondo.

    Frost interpreterà Declan Orrun, alias The Beggar King. Carismatico e brutale, Declan gestisce la maggior parte della bassa attività criminale in città.

  • [ESCLUSIVA] I nostri fantasmi, In Fondo Al Bosco – intervista a Stefano Lodovichi

    Il 13 marzo SkyCinema trasmetteIn fondo al bosco, secondo lungometraggio diStefano Lodovichi, scritto insieme aIsabella AguilareDavide Orsini. Gli ho chiesto qualcosa su di lui, su come gli piace lavorare e su come ritiene debba essere inquadrato, se proprio si deve, il suo ultimo lavoro.

    Il videoclip, il documentario, il cortometraggio, il film per il cinema e per la televisione: qual è, se c’è, il formato preferito da Stefano Lodovichi?

    Quasi tutti i registi della mia generazione sono passati per la fase filmmaker, hanno girato video o spot e hanno imparato, nel tempo, a confrontarsi con media e linguaggi differenti. Personalmente allo stato attuale preferisco il cinema, ma soltanto per una questione di fascino (la sala, il proiettore, vedere i manifesti del tuo film dove un tempo hai visto quelli dei grandi film che ti hanno cresciuto…). Ma prima di rispondere in maniera definitiva vorrei confrontarmi con la serialità televisiva. Sono un consumatore di serie, uno spettatore dipendente… ne guardo molte e di vario genere. Mi piacerebbe seguire una serie perché mi innamoro facilmente dei miei personaggi, e avere la possibilità di seguirli, di crescerli nel dolore, nel divertimento, seguendoli nella lunga distanza sarebbe meraviglioso.

    E qual è, invece, la cifra stilistica di Stefano Lodovichi regista che potremo riconoscere anche nel nuovo lavoro, “In fondo al bosco”?

    Credo che il filo rosso che lega i miei progetti sia la profonda umanità di tutti i personaggi che racconto. Cerco sempre di approfondirli ed esplorarli in tutti i loro aspetti più “normali” raccontando i difetti, le imperfezioni, le difficoltà che li contraddistinguono. I personaggi di “In fondo al bosco” sono persone normali che vivono con i loro fantasmi, nell’ombra, nel dolore, con rabbia, emozione e vergogna… come tutti noi che, in fondo al bosco, nascondiamo sempre qualche cosa di tremendo.

    Come hai preparato le scene dal punto di vista visivo?

    Il lavoro sul visivo è quello che preferisco insieme a quello con gli attori. Parto sempre dalla storia, dal fuoco emotivo che caratterizza un progetto. Poi da lì cerco di capire il tipo di linguaggio che può rispettare e valorizzare al meglio la storia. E mentre ci penso cerco di trovare ispirazione nella storia dell’arte, in altri film, serie, video e, ultimamente, anche su Instagram. Una volta trovato il codice estetico del film ne parlo con i miei collaboratori. Condivido con loro le regole generali che avrà il film, i suoi colori principali, il tipo di luce, il tono delle situazioni e molto altro. Così inizia il confronto e, insieme, iniziamo a mettere altri mattoni alla casa…

    Come hai lavorato, invece, con gli attori?

    Ho cercato di conoscerli bene, imparando ad ascoltarli con attenzione. Attori come Filippo Nigro, Camilla Filippi o Giovanni Vettorazzo sono attori di grande esperienza e con una sensibilità che non può che essere un valore aggiunto. Anche per questo dico sempre che i personaggi nascono in scrittura ma poi crescono sul set, perché è nel confronto con chi dovrà interpretarli che si riesce a scoprirli un po’ di più. A volte capita di vedere registi che si impuntano sulla loro visione. Lo trovo uno spreco di tempo, un arroccarsi insensato. Se è vero che il film è del regista è anche vero che i film non si fanno da soli, non stiamo parlando di un quadro. E se un attore non funziona, il suo personaggio non funziona, e così a cascata, tutto il film rischia di fallire… E poi fare un film è una cosa troppo bella per farla da soli.

    “In fondo al bosco”sembra potersi inserire in quel filone, interessante, ma poco numeroso, del thriller nordico italiano, insieme a“La ragazza del lago”,“La foresta di ghiaccio”, “Oltre il guado”e altre piccole produzioni, insieme anche al romanzo“XY”di Sandro Veronesi. Sono riferimenti che può vedere solo un cinefilo/cultore del genere oppure erano presenti al momento di preparare la produzione?

    Ci tengo a precisare che “In fondo al bosco” non fa parte di un genere preciso, unico. Non è un semplice thriller, ma è un film drammatico venato di mistery, noir e anche un po’ di horror. Sicuramente nello scriverlo con Isabella Aguilar e Davide Orsini ci siamo ispirati a quel tipo di cinema di cui parli tu. “La ragazza del lago” o “Foresta di ghiaccio” sono film che possono essere considerati figli dello stesso macrogenere. Di sicuro la grande spinta del thriller nordeuropeo degli ultimi anni (“The Killing”, “The Bridge” e molto altro) ci ha ispirato nella scrittura della sceneggiatura ed è anche vero che le Alpi sono un luogo incredibile: meraviglioso e mostruoso allo stesso tempo.

  • Dangerous Animals: il trailer italiano del thriller con gli squali

    Fuori il trailer italiano del thriller-horrorDangerous Animals, nelle sale il 20 agosto con Midnight Factory e Blue Swan Entertainment.

    Il film, presentato in anteprima a maggio allaQuinzaine des cinéastes del Festival di Cannes, è diretto daSean Byrne(The Loved Ones, The Devil’s Candy) e interpretato daHassie Harrison,Josh HeustoneJai Courtney. Nel cast ancheElla Newton,Liam Greinke,Carla Haynes,Michael Goldman.

    Guarda in streamingThe Devil’s CandydiSean Byrne.

    La sceneggiatura è stata scritta daNick Lepard, qui al suo esordio. Un altro suo lavoro, che ci auguriamo di vedere il prima possibile, è l’horrorKeeperdiretto daOsgood Perkinsambientato in una casa nel bosco. Linea di unione traKeepereDangerous Animalssono anche i produttori Fred Berger e Chris Ferguson diLonglegsdi Perkins.

    La trama diDangerous Animals:

    Zephyr (Harrison), giovane surfista ribelle, viene rapita da un misterioso serial killer (Courtney) che la trascina a bordo della sua barca, al largo nell’oceano. Ferita e senza via di fuga, scopre presto che il suo aguzzino non è un semplice assassino: sta preparando un macabro rituale per gli squali affamati che nuotano sotto di loro. Il suo scopo? Filmare donne mentre vengono sbranate vive dagli squali, realizzando così personalissimi snuff movies da vedere e rivedere per soddisfare il suo folle piacere voyeuristico. Con il tempo che scorre inesorabile, Zephyr dovrà tramutare la sua paura in forza per affrontare il predatore più pericoloso al mondo: l’uomo.

    Ed eccovi il trailer italiano diDangerous Animals.

  • Until Dawn – Fino all’alba: il trailer dell’horror su un loop temporale

    Sony Pictures Italia ha pubblicato il trailer diUntil Dawn – Fino all’alba: il nuovo horror diDavid F. Sandberg(Lights Out) che questa volta trae ispirazione dal mondo dei videogiochi.

    Il film arriverà nelle sale il24 aprilecon Eagle Pictures.

    Un anno dopo la misteriosa sparizione di sua sorella Melanie, Clover (Ella Rubin) e i suoi amici si recano nella remota valle in cui è scomparsa, in cerca di risposte. Esplorando un centro visitatori abbandonato, i ragazzi sono inseguiti da un assassino mascherato e orribilmente uccisi uno dopo l’altro… per poi svegliarsi e ritrovarsi all’inizio della stessa notte. Intrappolati nella valle, consapevoli del loop temporale che li avvolge, i ragazzi sono costretti a rivivere l’incubo ripetutamente. Ma ogni volta la minaccia dell’assassino è diversa, ciascuna più terrificante della precedente. La speranza diminuisce quando il gruppo si rende conto di poter morire per un numero limitato di volte e che l’unico modo per fuggire è sopravvivere fino all’alba.

    Until Dawn – Fino all’albaè scritto da Blair Butler (Polaroid) e Gary Dauberman (la trilogia di Annabelle). Nel cast: Odessa A’zion, Maia Mitchell, Michael Cimino, Ji-young Yoo, Ella Rubin, Belmont Cameli, Willem van der Vegt e Peter Stormare.

    E sa la trama diUntil Dawn – Fino all’albainizialmente può ricordare i dueAuguri per la tua morte(qui la recensione sul primo film) diChristopher Landon, alcuni elementi presenti nel trailer lasciano immaginare uno sviluppo diverso, con una minaccia mutaforme e una atmosfera che avvicina il film a titoli comeQuella casa nel bosco.

    “Una degli aspetti creativi del videogioco è che i giocatori-personaggi fanno scelte diverse e muoiono in modi diversi.”, ha spiegato il registaDavid F. Sandberg, “Il film ha questa meccanica in cui le cose ricominciano e loro possono riprovare. Ogni volta che tornano in vita, è come se fossero in un nuovo genere horror.”.

    Ed eccovi il trailer italiano diUntil Dawn – Fino all’alba.

    Fonte:Sony Pictures Italia.
  • [EXTRA] I fratelli Joel e Ethan Coen e Sam Raimi: le connessioni

    Cosa c’azzeccano I fratelliJoel e Ethan CoenconSam Raimi? Quali sono i nessi tra gli autori diFargoeIl Grande Lebowskicon il regista delle trilogieEvil Dead/Army of DarknesseSpider-Man?

    I collegamenti sono tanti e non li scopriamo certo noi diklub99.itma un articolo che lo ribadisca non farà male.

    Le frequentazioni tra i tre partono da lontano quando condividevano lo stesso appartamento insieme al futuro regista e produttore Scott Spiegel (Intruder) e a agli attori Bruce Campbell, Holly Hunter, Frances McDormand e Kathy Bates.

    In quegli anniSam Raimidecide con Campbell e l’amico comune Rob Tapert di fondare una casa di produzione (la Renaissance, Rinascimento in inglese) e di girare un lungometraggio horror, da noi si intitoleràLa Casa,The Evil Deadin lingua originale, convinti di incassare facilmente.

    Il film non solo incasserà ma, forse andando al di là delle loro aspettative, farà scuola grazie all’utilizzo di una forte componente grottesca e alle inedite soggettive dell’entità fuori la casa nel bosco.

    Ed è qui che avviene la prima collaborazione:Joel Coenè infatti assistente diEdna Ruth Paulal montaggio. Nello stesso anno (1981) le sta affianco anche inFear No EvildiFrank LaLoggia.

    Arriviamo al 1985 quando Raimi dirige il suo secondo lungometraggio: la bizzarra commedia noirI Due Criminali Più Pazzi del Mondo(Crimewave), da lui scritta insieme ai Coen.

    Il film fu un fiasco al botteghino. I tre si difesero dicendo che l’idea originale era stata massacrata dal produttore Embassy Pictures.

    Nel frattempo l’anno prima Joel e Ethan avevano fatto il loro esordio dietro la macchina da presa con il noirBlood Simple – Sangue Facile.

    Nel 1987 i fratelli dirigono il loro secondo film: la commediaArizona Junior(Raising Arizona). Neanche qui Raimi collabora in alcun modo ma le soggettive della motocicletta durante gli incubi di H.I. (Nicolas Cage) non possono non ricordare quelle della entità deLa Casa. In quell’anno poi Raimi scrive e dirige il sequel-remake (La Casa 2) in cui le soggettive dello spirito si fanno ancor più complesse e vertiginose.

    Un piccolo nesso traArizona JunioreI due criminalilo ritroviamo nello stesso nome della società di sicurezza “Odegaard-Trend”. Nella pellicola dei Coen appare velocemente quando l’impiegato del minimarker rapinato da H.I. preme il pulsante d’allarme.

    Nel film dei fratelli recita in un piccolo ruolo Frances McDormand, già protagonista del loro primo film.

    Giungiamo al 1990, al gangster movieCrocevia della Morte(Miller’s Crossing) dei Coen.

    Lì Raimi interpreta il cammeo di un poliziotto che viene crivellato dai proiettili dei fuori legge assediati. Un pegno scherzoso forse da pagare perché in quell’anno la McDormand (sposata con Joel Coen dal 1984) è protagonista con Liam Leeson del suo action-horrorDarkman. E pare che tra l’attrice e il regista, nonostante l’amicizia datata, ci siano state diverse divergente legate allo sviluppo del personaggio di Julie da lei interpretato. Gli stessi Coen appaiono brevemente nel film di Raimi a bordo della Oldsmobile (la stessa de La Casa e di molti altri suoi film) durante un inseguimento.

    Saltiamo al 1994, anno della commediaMister Hula Hoop(The Hudsucker Proxy), diretta dai Coen e da loro scritta insieme a Raimi ai tempi deiDue Criminali.

    Raimi si occupa anche della regia della seconda unità.

    Qui l’influenza visionaria dell’amico e collega si avverte nelle sovraimpressioni che svolazzano sui pensieri dell’ingenuo protagonista Norville Barnes (Tim Robbins). Qualcosa di simile l’avevamo vista nei titoli di testa del suoLa Casa 2presentando il maledetto Libro dei Morti.

    Comunque sia, i pezzi del film diretti da Raimi sono quelli dei cinegiornali d’epoca che raccontano l’ascesa dell’Hula Hoop e del suo inventore. Un’occasione che riporta Raimi indietro negli anni, quando realizzava spot televisivi aziendali. La silhouette del regista appare nella scena del brainstorming per decidere il nome da dare all’oggetto.

    E poi c’è da segnalare la presenza nel cast di Bruce Campbell: attore feticcio di Raimi protagonista nel ruolo di Ash Williams della trilogia La Casa, La Casa2, L’Armata delle Tenebre. InMister Hula HoopCampbell interpreta il giornalista Smitty collega della infiltrata Amy (Jennifer Jason Leigh).

    Campbell aveva girato con i fratelli il trailer acchiappa finanziatori diBlood Simple. È lui che esce dalla macchina e si accascia al suolo. Il film sarà poi interpretato da Dan Hedaya.

    Vedete la clip promozionale qui sotto.

    Ma la cosa fondamentale è un’altra:

    InMister Hula Hoopdei Coen è 100% Raimi l’importanza del tempo.

    Il regista di Detroit già dal suo esordioLa Casaaveva manifestato il suo interesse per l’argomento. Il pendolo dell’orologio che si ferma all’improvviso e manda in trance Cheryl (Ellen Sandweiss) è il vero inizio dell’orrore nella storia raccontata.

    Nel remake-seguito viene riproposta più o meno la stessa situazione, o meglio lo stesso concetto.

    InDarkman, lo scienziato protagonista sfigurato ha i minuti contati (99) ogni volta che indossa la pelle sintetica di sua invenzione a causa del fatto che si distrugge facilmente se esposta alla luce.

    Nel western leonianoPronti a Morire(1995) le gare tra pistoleri si svolgono lungo la via principale della cittadina capeggiata da un enorme torre dell’orologio. I duellanti si possono sparare (per uccidersi) allo scoccare dell’ora stabilita. Un rumore metallico inoltre anticipa di qualche attimo l’avanzare della lancetta dilatando in qualche maniera quell’attimo brevissimo, preparandoci allo scontro a fuoco.

    InMister Hula Hoopil palazzo del potere dove si svolge buona parte della vicenda è corredato da un enorme orologio (sotto il quale c’è la scritta “the future is now”) che a un certo punto verrà bloccato fermando magicamente il tempo sulla Terra permettendo così a Barnes di non finire spiaccicato al suolo.

    Non è sbagliato supporre che in quel grattacielo si produca proprio il Tempo: diversi indizi durante il film permettono questa interpretazione, come ha evidenziatoFranco Marineo*.

    Quali sono le differenze tra i Coen e Raimi? Alcune sono piuttosto evidenti:

    Joel e Ethan Coensi approcciano al cinema con l’intenzione di giocare con i generi e con i personaggi che lo abitano, ma in maniera fredda e calcolata, cervellotica verrebbe da dire. Nei loro film esce fuori l’assenza di valori dei suoi protagonisti e del loro ambiente. La crisi economica (Blood Simple, Arizona Junior), il mondo di Hollywood (Barton Fink, Ave Cesare!) e dell’industria più in generale (Mister Hula Hoop) sono alcuni dei temi presenti nella loro filmografia.

    I fratelli si rifanno ad un cinema del passato, stravolgendo i codici dei generi per adattarli al loro inedito gusto, e ambientano i loro lavori in epoche passate con un occhio quindi sempre alla Storia, del cinema .

    Quello diSam Raimiè invece un cinema più libero e selvaggio, votato all’intrattenimento puro, apparentemente senza ambizioni autoriali, ma con un approccio innovativo, anarchico e rivoluzionario. Il cinema dell’orrore non è stato più lo stesso dopo il suoLa Casa. La trilogia da lui diretta diSpider-ManconTobey MaguireeDoctor Strange nel multiverso della folliasono enormi produzioni che ambiva di dirigere da sempre, e il suoDarkmanne è la dimostrazione.

    Forse perché, come scrive Mark Horowitz su Film Comment, “Raimi […] è il regista che i Coen vorrebbero essere se non fossero in due, se esistesse un solo Coen e tutti e due non fossero oppressi dalla consapevolezza di sé, intrappolati un quella stanza degli specchi che è la vita della mente.”.**

    Su questa “trappola” i consapevoli fratellini hanno ragionato nel loro capolavoroBarton Fink.

    Per la scrittura di questo pezzo sono stati d’aiuto:

    *:Franco Marineo,Il cinema dei Coen, Falsopiano, 1999.

    **:Vincenzo Buccheri,Joel e Ethan Coen, Il Castoro Cinema, 1999.

    Giacomo Manzoli,Tertium Datur. Sam Raimi e i fratelloni, Garage –Joel e Ethan Coen, Scriptorium, 1997.

  • [NEWS] Il trailer del found footage Deadstream

    È stato pubblicato il trailer diDeadstream, horror found footage scritto e diretto dai coniugiJoseph e Vanessa Winter.

    Presentato a marzo al South by Southwest Film Festival,Deadstreamè la loro prima regia condivisa dopo alcuni cortometraggi realizzati da soli. In arrivo e sempre girato in coppia c’è anche il cortoTo Hell and Back, contenuto nel film a episodiV/H/S99.

    Si racconta di uno youtuber (interpretato dallo stesso Joseph Winter) che ha la sconsiderata idea di passare una notte nella casa più infestata di spettri degli Stati Uniti d’America.

    Nel cast del film: Melanie Stone, Jason K. Wixom, Pat Barnett, Marty Collins, Perla Lacayo, Cylia Austin-Lacayo, Brenden Bytheway, Doug May.

    Vi lasciamo con il trailer diDeadstream, pubblicato daShudder. Dopo la clip promozionale diciamo due parole sui found footage.

    Di found footage il cinema horror è pieno.

    In questo sottogenere cinematografico, caratteristico dell’horror, i protagonisti sono membri di una troupe televisiva, cinematografica, web, che sparisce durante un lavoro.

    Facciamo qualche esempio oramai storicizzato. Ne mancano tanti lo sappiamo.

    E si parte ovviamente dalle origini, da quei due seminaliCannibal Holocaust(1980) diRuggero DeodatoeThe Blair Witch ProjectdiDaniel MyrickedEduardo Sánchezdel 1999. Un film, quest’ultimo, che ha l’intelligenza di provocare la paura suggerendola, alla Val Lewton maniera, senza mostrare niente, affidandosi semplicemente alle suggestioni.

    InRec(2007) diPaco PlazaeJaume Balagueròuna troupe televisiva segue le operazioni di una squadra di vigili del fuoco. Entreranno in un edificio dove si sta per sviluppare una epidemia di morti viventi.

    Cloverfield(2008) diMatt Reeves, scritto da Drew Goddard, futuro regista diQuella Casa nel Bosco, racconta di una invasione aliena a New York mentre alcuni amici fanno festa riprendendo tutto con una telecamerina.

    Con il found footageTrollhunter(2010) si è fatto conoscere al mondo il norvegeseAndré ØvredaldiAutopsy of Jane DoeeScary Stories to tell in the dark. Si racconta di studenti che, indagando sul bracconaggio legato agli orsi, scoprono l’esistenza dei troll e di un uomo che li caccia. DiAndré ØvredalrecuperateviMortal, dove si riappropria (dopo la pausa americana dei due film) delle sue tradizioni folkloristiche nordiche scippate dal cinema blockbuster statunitense.

    ESP – Fenomeni Paranormali(2011) deiVicious Bros.(Colin Minihan e Stuart Ortiz) si svolge invece in un abbandonato ospedale psichiatrico. Il film funziona fino a che non inizia a mostrare i fantasmi realizzati con una GCI troppo falsa per essere minimamente credibile, anche se le figure che escono dai quadri restano suggestive.